Si vede che ci teneva tanto Antonino D’Alì alla carica di Presidente della Provincia, se dopo appena 1 anno 7 mesi e 30 giorni ha deciso di rassegnare le dimissioni per candidarsi a senatore della repubblica.
Il suo mandato sarebbe scaduto nel 2011, ma la legge non permette ai rappresentanti degli enti locali di presentare la propria candidatura per il Parlamento, mentre è possibile fare il percorso contrario.
I 127.511 che lo hanno votato l’11 e 12 Giugno 2006 forse ci rimarranno un po’ male, ma lui ha spiegato in consiglio provinciale che l’ha fatto per loro: “Ho ritenuto giusto salvaguardare una presenza di questo territorio nel Parlamento Nazionale“.
Evidentemente “L’esperienza di governo alla provincia di Trapani” di cui si vantava sui suoi manifesti solo pochi mesi fa non era abbastanza, per cui ha bisogno di un supplemento di altri 5 anni.
Tag: dalì, va a a roma
Febbraio 18, 2008 alle 7:37 pm |
Antonino va a Roma …..
Speriamo al Rebibbia!!
Febbraio 20, 2008 alle 10:10 am |
tonino levaci mano ca fai solo danno…e occhio aperto che blablabla ti vuole fare le scarpe!
Febbraio 21, 2008 alle 1:11 pm |
Just a word: facciriminchia!
Febbraio 22, 2008 alle 1:15 am |
Ecco la dichiarazione integrale resa al Consiglio Provinciale:
لسوء التخطيط البشري وغياب الحماية الكافية.
وقال أحد المسؤولين بالمؤسسة لوكالة رويترز ان “الانهار لم تعد تصل بانتظام الى البحار مثل نهر النيل في افريقيا وريو غراندي.. وهناك ملايين الاشخاص يتعرض مصدر رزقهم للخطر.”
وقال المسؤول ان الانهار هي المصدر الرئيسي في العالم للمياه العذبة وإن نحو نصف الامدادات المتوفرة حاليا تستخدم بالفعل.
وجاء في تقرير الصندوق العالمي لحماية الطبيعة بأن السدود تقطع الانهار عن مجاريها الطبيعية بين
Marzo 31, 2008 alle 10:58 am |
complimenti al sen d’alì, fino al 1993 datore di lavoro di matteo messina denaro, che si accinge alla quinta legislatura.
Facendo due conti si può calcolare che questo signore c’è costato già 1.200.000 Euro: 25.000 euro al mese circa x 4 anni di legislatura.
Considerando come stiamo messi in provincia è il caso di farlo arricchire ancora?
Aprile 16, 2009 alle 10:17 pm |
picchi un s’ammazza stu facciriminchia