Archive for the ‘arte e cultura’ Category

Via alla sperimentazione agronomica a Porta Mazara

agosto 6, 2011

Con una brillante soluzione i progettisti della rinnovata e adesso finalmente assolatissima Porta Mazara-Piazza Matteotti  (il “direttore artistico” Arch. Sergio Lombardo, il direttore dei lavori Arch. Giuseppe Spanò e il Geometra Vito Giovanni Bua) hanno riparato al contestato abbattimento dei ficus di Piazza Matteotti.

L’innovativa soluzione dei tre brillanti urbanisti può essere apprezzata nelle ore notturne: proprio al di sopra di un albero di recente messa a dimora è stato collocato un palo per l’illuminazione, che irradiando la chioma della pianta anche in assenza di luce solare permetterà una rapida crescita dello stesso secondo le più recenti tecniche di coltivazione arborea.

Una volta che l’albero avrà raggiunto la maturità si renderà dunque necessario espiantare il palo (o la pianta, a discrezione). Del resto, come ha fatto notare lo stesso architetto Lombardo nelle scorse settimane a proposito degli alberi rimossi nella vicina via Roma, all’epoca fu fatta una “scelta errata delle piante, localizzazione non opportuna (i fusti a maturità occupavano più del 50% della superficie dei marciapiedi e con i loro rami arrecavano danni alle facciate dei limitrofi fabbricati), nessun effetto monumentale……meglio finalmente eliminarle!!”. Adesso, invece, con l’illuminazione artificiale delle piante si apre una nuova era. 

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E.T. on Art

ottobre 24, 2010

 

Skype Art talking about UFO

Hajto ultima “CANTARAZZU”

ottobre 16, 2010

Da quando è stato eletto a Mazar-el-Sharif il celebre artista-ceramista-sindaco Hajto (altrimenti noto come Nicola Cristaldi) ha tappezzato la città marinara di tante sue opere, esportando anche in riva al Mazzaro il modello Calatafimi-Segesta. Fra qualche giorno Hajto completerà la riqualificazione del centro storico con la posa della sua opera finale nella centrale piazza Mokarta: il monumentale “CANTARAZZU“.

Nella foto in alto: Hajto spiega l’arte ad un mazarese che non capisce nulla.

Nella foto in basso: L’opera di Hajto “Curtigghiu”. Bellissima.

Vincenzo Umile in duetto con Maurizio Scugnizzo

ottobre 2, 2010

Finalmente ha ceduto. Dopo mesi di corteggiamento il cantante folk Vincenzo Umile si è deciso ad accettare la proposta del neomelodico Maurizio Scugnizzo: comporre ed eseguire insieme un brano in duetto in una serata-spettacolo che verrà trasmessa in diretta da Channel 2. A presentare lo show tornerebbe sulla rete di Straseattle dopo oltre due anni di assenza la celebre show-girl Cristina Stoppacci.

INSIEME A

Il proverbio del mese #2

settembre 9, 2010

SI’ CCHIU’ MINCHIA

DU ME’ CANE!!!

Maglie in (auto) blu

luglio 18, 2010

L’ “assessore gentildonna sul fronte Sud” Maria Giovanna Maglie (così si autocelebrava con inusitata modestia nella sua rubrica su “Il Giornale” il 26 ottobre 2008) se n’è andata senza lasciare tracce.

A parte qualche comparsata a presentazioni e mostre perlopiù farina del sacco dell’amico Vittorio Sgarbi, ne rimane una: un’inchiesta archiviata dalla Procura di Trapani per abuso di auto blu, una delle 4 in dotazione alla provincia, con la quale la giornalista de “Il Giornale” poi di “Libero”  (ma iniziò a “L’Unità” grazie alla raccomandazione di Veltroni), secondo quanto dice Marsala.it si faceva scarrozzare dal lussuoso Kempinski Hotel di Costanza di Mazar el Sharif (tariffa minima per la suite: 285 euro a notte) fino alla sede della provincia e ritorno: diciamo almeno 104 km al giorno, ammesso che rimanesse tutto il giorno a lavorare a Palazzo della Vicaria.

L’incarico di assessore alla gentildonna veneziana è stato revocato dal presidente Mimmo Turano il 10 marzo 2009, suscitando il dispiacere del sindaco di Salemi, che avrebbe dovuto sapere prima di tutti: “Rimango interdetto – disse Sgarbi – dalla mancanza di attenzione formale del Presidente della Provincia di Trapani Turano nell’avere stabilito la revoca dell’assessore Maglie senza comunicarmene l’intenzione“.

Della Sicilia rimane alla gentildonna anche la cartolina della querela di Piera Maggio, la mamma della scomparsa Denise Pipitone, per via di un’insinuazione pubblicata ancora una volta sul “Il Giornale”, quando a indagini in corso se ne uscì con questo illuminante esempio di fiuto investigativo: “Circolano qui – vergava riferendosi a Mazara – a voce molto bassa versioni pepate del rapimento della bambina. Una predomina: il vero padre, tra gli amanti locali attribuiti alla signora non si sa con quali prove, sarebbe un arabo e fervente musulmano, che l’avrebbe presa per educarla nel modo che ritiene sacro e non sacrilego. La mamma, che tutto saprebbe, tace, o usa frasi indirette e traverse perché spera in questo modo di rivedere prima o poi la figlia…“. Raccontava minchiate e se ne accorsero tutti, perché tutti sapevano già allora che il padre naturale della bambina scomparsa aveva già un nome e cognome, ed era italianissimo.

Il vizietto di gettare fango sugli altri (l’ultima palata su Maria Luisa Busi, con conseguente provvedimento disciplinare dell’Ordine dei Giornalisti) e specialmente sugli immigrati la gentildonna l’ha sempre avuto, insieme ad un altro vizietto, quello di mettere in nota spese anche quello che non le tocca. Era il ’93 e la Maria Giovanna Maglie dovette lasciare la RAI per una storiaccia di rimborsi taroccati passata alla storia. Che Turano l’abbia messa alla porta perché gli costava troppo?

Use and Abuse: Califogna sound from early ’90s

luglio 11, 2010

E siccome ieri ci siamo occupati della storia di Petrol City e della sua effimera parabola in cui fu per qualche anno “la Detroit mazarese”, oggi per la serie “Califogna sound from early ’90s” PM&FB propongono gli Use and Abuse con il loro debut album Sick Love Juice.

Gli “U+B” (si siglavano così) diedero alle stampe con la Vacation House Records il loro disco d’esordio nel 1996 dopo una intensa attività live e dopo essere stati per più edizioni la band clou del festival rock petrolsileno Rockarossa al pari dei rivali Collettivo Urbano, spesso dileggiati per l’estrema melodicità del loro rock e per la scelta di cantare in italiano. Il disco fu registrato in provincia di Torino con la new entry Ivan Paolini, palermitano ed ex della band heavy Kali Yuga al posto di un talentuoso batterista di Marshal fuoriuscito dal gruppo poche settimane prima, che in realtà era stato il coautore di tutte le tracce ritmiche e di cui ci occuperemo prossimamente in uno speciale. Paolini insieme a Gulino e “Kurt Melo” Pipitone formerà successivamente i famosi Marta sui Tubi, mentre il suo concittadino e rivale chitarrista Frankie Marino andrà a formare i MariX che ebbero fortune alterne, ma rimasero purtroppo un fenomeno locale, al più palermitano. Il bassista Tramati? Va’ capisci.

Buon ascolto da PM

Use and Abuse – Sick Love Juice

Pagine di storia patria: Petrol City compie 30 anni

luglio 11, 2010

Era il 10 luglio 1980 quando l’Assemblea Regionale Siciliana votò a maggioranza la delibera che istituiva il nuovo comune di Petrol City su proposta del comitato pro-autonomia di Petrosino di cui era presidente il professore Vincenzo Licari, che raccolse circa 3000 firme, corredò l’istanza di autonomia della documentazione richiesta dalla legge e la presentò all’ Assessorato regionale e agli enti sociali che con lungimiranza l’approvarono.

LE ORIGINI DI PETROL CITY

Si dice che il nome della cittadina petrolsilena derivi dal latino “Petri-Sinus” che significa “porto di Pietro”, perché si narra che San Pietro Apostolo durante uno dei suoi viaggi tra Roma e Gerusalemme, per mettersi al riparo da una brutta tempesta sarebbe approdato sulla baia di Biscione. Così il nome di Petrosino deriverebbe dalle parole latine “Sinus” (golfo) e “Petri” (Pietro), cioè “Golfo di Pietro“. Un’altra ipotesi vuole invece che il nome Petrol City derivi dal greco “PETROSILION”, poi mutato in “PETROL CITY” grazie al commerciante inglese John Woodhouse che costruì un baglio il cui portale divenne poi lo stemma e simbolo del paese, da cui il detto “facci di purtuni ri bagghio!“. Nel dialetto locale divenne invece “PIDDUSINU”, perché in tempi remoti in questa zona disabitata cresceva in abbondanza questa specie di erba aromatica e gli indigeni non conoscevano una parola di inglese. Delle due ipotesi la seconda si può considerare assolutamente certa, non c’è neanche bisogno di discuterne.

LE PULSIONI AUTONOMISTE

Nel 1941 venne inaugurato dalle autorità dell’epoca il primo autobus di linea Petrol City – Marshal. Negli anni ’50, grazie all’interessamento dell’Onorevole Francesco de Vita, Petrosino cominciò ad assumere l’aspetto di un vero paese, però del Messico, grazie anche alla costruzione di opere pubbliche come strade asfaltate, il primo impianto di illuminazione, acquedotto, scuola e cimitero. Già nel 1947 Giuseppe Putaggio, facendosi portavoce dei petrolsileni, aveva avanzato la prima richiesta di autonomia dal comune di Marshal che però venne respinta con fermezza. I locali ci ritentarono 10 anni dopo con Carmelo Benigno, che venne posto a capo del comitato pro – autonomia, ma anche questo tentativo fallì. A riprovarci, nel 1954, fu Baldassare Pipitone, ma anche questa volta non andò a buon fine. 3-0 e palla al centro. Dovettero passare circa 23 anni per arrivare alla svolta storica, il 21 Maggio 1977, quando venne istituito il “Comitato di Liberazione di Petrol City“.

La nascita del comune autonomo di Petrol City si deve dunque al fermento culturale degli anni ’70, quando, recita una scheda trovata negli archivi dell’Istituto Comprensivo “Nosengo”, “tra gli abitanti delle contrade Baggianotto, Gazzarella, Torreggiano, Baglio, Biscione, San Giuseppe e San Giuliano, si fece strada la convinzione che soltanto l’elevazione di quelle contrade a comune autonomo avrebbe potuto risolverne i problemi di vita civile”.

SI, VABBE’

Evidentemente i dissidenti avevano torto fermo, perché a Petrol City non c’è mai stato un cazzo. Il livello delle attività culturali di questo territorio di 45 kmq, che si estende fra i comuni di Mazar el Sharif e Marshal, è tale infatti che oggi vi si tengono spettacoli del tenore “La corrida, dilettanti allo sbaraglio – III edizione – Ospite il mago illusionista Gaspar“. Nonostante lo status di municipalità, la popolazione di Petrol City è infatti antropologicamente identica a quella degli Strasattari, che si distinguono solo per l’abitudine di erigere case e villette lungo una strada provinciale.

GLI ANNI DEL “PETROL ROCK”

La storia di Petrol City ha avuto però un momento di splendore a cavallo degli anni ’90, grazie al più grande evento rock mai creato in quella zona rurale: Rockarossa, dal nome di una nota roccia del fondale della costa. Fu per sei anni di fila la manifestazione rock più importante della provincia, si svolgeva a cadenza annuale nel mese di Agosto in piazza Biscione (dove sorgeva il famoso night “Crazy Night” in cui si formarono i rockers – 2 – della zona) e ospitò gruppi rock provenienti da tutta Italia, dando vita ad un filone di talenti locali che spaziarono dal progressive, all’heavy e al grunge come i Brain Dead, i Collettivo Urbano e gli Use and Abuse, primo embrione di quelli che sarebbero poi diventati i Marta sui Tubi, il cui chitarrista è infatti originario di Petrol City, quindi attualmente è l’artista più importante che Petrol City abbia mai espresso. Una curiosa coincidenza vuole che nella formazione degli Use and Abuse il chitarrista fosse però un altro petrolsileno: Frank Marino, che ad oggi è dunque il secondo artista più importante espresso da Petrol City. La fine di Rockarossa coincise con l’abbandono del progetto da parte dell’organizzatore Ottavio Navarra, poi avviatosi alla carriera politica con il quintetto swing “Ottavio Navarra e la Sinistra Giovanile“.

LA PARENTESI DEL CENTRO SOCIALE

In quel periodo l’enorme albergo incompiuto sulla Via B (chiamare le strade con le lettere dell’alfabeto è un vezzo locale che fa parte di un progetto di alfabetizzazione in corso dagli anni ’80) venne occupato dai giovani del posto e trasformato in “Centro Sociale”. Vi si tennero tre concerti rock in tre weekend, ma il posto venne abbandonato appena dopo il terzo evento in seguito a una rissa generale che coinvolse decine di persone, mentre gli spettatori per non essere da meno si davano alla completa devastazione del centro.

L’albergo venne poi raso al suolo nel giro di pochi anni per far spazio a una schiera di villette vicine al celebre monumento dedicato  “ai pescatori di Petrol City”, dove il baffuto marittimo raffigurato più che un pesce sembra che in mano regga un’enorme minchia.

Alla Fogna Boys…

marzo 7, 2010

Un trio in pieno stile PM&FB: grezzo e brudale.

Oscar Peterson è morto, ma nessuno se n’è accorto

novembre 28, 2009

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Oscar_Peterson

MCAG: Marshal’s Contemporary Art Gallery #2 with Paulo Del Dios

settembre 11, 2009

Oggi l’Ente Mostra presenta la personale del trapanese-carioca

PAULO DEL DIOS