Archive for the ‘califogna’ Category

Bla bla bla minaccia: “Porto il Palavetro a Marshal!”

marzo 25, 2012

Grandi opere e infrastrutture al centro del programma politico di Giulia bla bla bla. La campagna elettorale 2012 si apre con un annuncio shock: portare il Palavetro a Marshal. “Se non troveremo bla bla bla un manager all’interno dell’aeroporto tanto lungimirante bla bla bla da saper sfruttare il prefabbricato in modo produttivo bla bla bla all’interno della stessa area, bla bla bla, il comune di Marsala bla bla bla ne reclamerà il possesso e lo trasferirà sul proprio territorio, bla bla bla.“, ha minacciato l’ex onorevole regionale golfistapresidente della provincia con colmata petrolifera.

L’interrogativo è: dove può essere posizionata la sgangherata catapecchia di vetro e infissi in alluminio? L’area più
indicata sembrerebbe New Port, dove il fantasioso accozzaglio di rottami – appena 232.352.400 lire è costata la sola pavimentazione (tutto documentato da un documento diffuso da bla bla bla: http://www.giuliaadamo.it/palavetro/)- farebbe ottima pendent con l’Olimpico mai rimosso. Immagine sotto.

Ci futteru a’ spisa (a Grigoli e Messina Denaro)

febbraio 2, 2011

Matteo Messina Denaro e Pino Grigoli sono stati condannati: quasi tutti i Despar delle provincie di Trapani, Palermo e Agrigento erano gestiti dalla mafia.

“A Marsala il punto vendita di via dello Sport (di fronte allo stadio,) è stato avviato all’inizio del 2001 dalla 6Gdo, a cui, in settembre, sono subentrate Angelica, Loredana e Annalisa Giappone, figlie di Vito Giappone, che fu condannato all’ergastolo per omicidio. Il Despar di piazza Marconi, invece, è stato acquistato da Grigoli nel 2005 e dato in affitto alla società “Pegaso srl” formata da Giovanni Cascio e Pietro Centonze, classe ’67. Il secondo è cugino del capomafia Natale Bonafede, la cui sorella Giuseppina è dipendente della società che gestisce il supermercato”, aveva dichiarato un poliziotto teste d’accusa nel processo.

Al momento dell’arresto, il 19 dicembre del 2007, la DIA aveva sequestrato a Grigoli, ed alla moglie, i titoli del 10% della Despar Italia S.p.A., 12 società, 220 tra palazzine e ville, 133 terreni per un totale di 60 ettari, conti correnti, macchine in quantità, 3 Porsche ed uno yacht di 25 metri ormeggiato a Viareggio.

Cuffaro: a “Vasa Vasa” si purtaru

gennaio 23, 2011

 

Più che portarselo via, a Rebibbia c’è andato lui, sapendo che non c’era più niente da fare: Totò Cuffaro è stato condannato a sette anni. Dovevano essere otto, ma poi erano diventati 5+ l’interdizione dai pubblici uffici. Nonostante tutto era diventato senatore, carica che ha dovuto abbandonare. Finalmente è in carcere l’amico dei boss di Brancaccio, l’accusa peggiore, quello che fece assumere 23 giornalisti (alcuni solo iscritti all’Ordine, il mestiere non l’avevano mai fatto) tutti con la qualifica di caporedattore a 3.800 euro netti al mese, quella minore. Resta il fatto che l’uomo dei cannoli, deputato regionale dal Maggio 1991, in questi anni di politica e mafia ha intascato un sacco di soldi, soldi di chi lavora e paga le tasse, mentre lui aiutava la mafia. Per 20 anni abbiamo pagato 20.000 euro al mese un mafioso per aiutare altri mafiosi.

NO… O NO?

novembre 5, 2010

 

http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=Via+Francesco+Crispi,+Marsala&sll=37.797407,12.437618&sspn=0.00902,0.01929&ie=UTF8&hq=&hnear=Via+Francesco+Crispi,+91025+Marsala+Trapani,+Sicilia&ll=37.792778,12.440321&spn=0.009021,0.01929&z=16&layer=c&cbll=37.792694,12.440224&panoid=DLJ5PyzzQHbXdyEgpByxKw&cbp=12,116.1,,1,7.39

Mari&Fiumare 2010: il grande sport sul Lungomare allagato

ottobre 19, 2010

Grande successo per il Mondiale di triathlon su fiume Kayak-Optimist-Pesca in apnea agonistica che si è disputato ieri sul Lungomare allagato per l’occasione dalle forti pioggie. Circa 2.000 persone sotto il riparo di stivali, ombrelli ed incerate hanno applaudito i protagonisti di questa edizione che si sono confrontati sulle tre prove. Alla fine la classifica non poteva che premiare la Canottieri, il sodalizio principe cittadino che si è imposto con largo margine sul Circolo Velico, mentre i portacolori di Capriccio Mare si sono dovuti accontentare della terza piazza.

L’equipaggio Lo Re-Palma-Trapattoni si è fatto valere soprattutto nella prova d’apnea e in quella di kayak, ma sull’optimist il trio non è riuscito ad esprimersi con la consueta leggerezza. Da segnalare anche il buon piazzamento dei petrosileni del Turrazza che si sono imposti nella pesca subacquea con un bordone imperiale da 15 kg.  L’appuntamento è per il prossimo diluvio. Consultare il meteo.

Hajto ultima “CANTARAZZU”

ottobre 16, 2010

Da quando è stato eletto a Mazar-el-Sharif il celebre artista-ceramista-sindaco Hajto (altrimenti noto come Nicola Cristaldi) ha tappezzato la città marinara di tante sue opere, esportando anche in riva al Mazzaro il modello Calatafimi-Segesta. Fra qualche giorno Hajto completerà la riqualificazione del centro storico con la posa della sua opera finale nella centrale piazza Mokarta: il monumentale “CANTARAZZU“.

Nella foto in alto: Hajto spiega l’arte ad un mazarese che non capisce nulla.

Nella foto in basso: L’opera di Hajto “Curtigghiu”. Bellissima.

Carini “il boscaiolo” colpisce anche Via Roma

ottobre 16, 2010

Si apprende da Marsala.it che l’opera distruttiva contro gli alberi del sindaco ha colpito anche la centrale Via Roma.

A questo punto URGE SONDAGGIO:

*marca austriaca di asce molto apprezzata dai boscaioli

Marshal: la Palazzina Lilybetana diventa un prodotto De.C.O.

settembre 25, 2010
PALAZZINA_LILYBETANA DE.C.O.

IL MARCHIO DELLA PALAZZINA LILYBETANA DE.C.O.

Dopo Pane, Squaratu, Rianata, Fragola e Fragolina di Bosco (di bosco?), arriva adesso il sesto prodotto tipico certificato con il marchio De.C.O. – Denominazione Comunale di Origine varato qualche mese fa dalla Carini Administration per promuovere le tipicità di Marshal. Si tratta della «Palazzina Lilybetana», una produzione tradizionale tipica del nostro territorio che ci distingue nel mondo per la sua abbondanza e che con l’inclusione fra i prodotti De.C.O. adesso tutela i nostri costruttori edili dalle imitazioni.

In anteprima per i lettori del blog di PM&FB il disciplinare di produzione della «Palazzina Lilybetana», depositato agli atti della Marshal Municipality e redatto con la consulenza delle imprese edili Petitto, Busetta & Varie:

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA

«PALAZZINA LILYBETANA»


Articolo 1. Nome del prodotto

La Denominazione di Origine Comunale «Palazzina Lilybetana» è riservata agli edifici ad uso abitativo che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Articolo 2. Zona di produzione

La Denominazione di Origine Comunale «Palazzina Lilybetana» può essere attribuita esclusivamente edifici ad uso abitativo che insistono nella zona geografica del Comune di Marshal e contrade.

Articolo 3. Riferimenti storici

In Sicilia sorgono quotidianamente diverse varianti di costruzioni collegate alla centenaria tradizione rurale della speculazione edilizia. Così, ubicate nel territorio di Marshal (e nel territorio di Petrol City per quanto attiene alle costruzioni realizzate nel periodo antecedente il luglio 1980), fanno storicamente parte del paesaggio tipico le numerose «Palazzinae Lilybetanae», tipici edifici destinati ad abitazione umana che vengono costruiti in aree precedentemente  occupate da edifici storici e/o di pregio, agricole, archeologiche, balneari, boschive o nelle zone incontaminate (tranne che sporadicamente da rifiuti o fanghi o colmate) come le “Sciare marshalesi”. La «Palazzina Lilybetana» si è sviluppata nell’areale marshalese per il favorevole clima politico, economico e criminale di questa provincia della Califogna.

Articolo 4. Metodi di produzione

La «Palazzina Lilybetana» viene realizzata con materiali edili e suppellettili di scarso valore e qualità infima nelle zone indicate all’art. 3 con volumetria eccedente da 4 a 5 volte il fabbisogno abitativo dell’area.

Il progetto deve essere redatto da un geometra anafalbeta, e comprovatamente privo di competenze architettoniche e/o di buon gusto, sottoposto all’approvazione per le variazioni al Piano Regolatore (ove presente) tramite intermediazione di un Presidente di Provincia, Sindaco, Assessore, Consigliere Comunale, Funzionario, Esponente di partito/corrente politica, Capomandamento/Capobastone, Maestro Venerabile, Libero Muratore, che costituisce garante della realizzazione.

I lavori possono essere interrotti e ripresi più volte nell’arco del ciclo costruttivo.

Al fine di ottenere i permessi necessari alla costruzione si possono predisporre aree limitrofe destinate a verde pubblico che però devono rimanere irrealizzate per almeno un ventennio a partire dalla data di ultimazione lavori (N.B.: vedi case history “Parco della Salinella”).

Articolo 7. Descrizione del prodotto finito

La «Palazzina Lilybetana» una volta ultimata si presenta come immobile di tipo “palazzo” suddiviso in appartamenti e posti auto in garages al piano interrato/seminterrato da amministrarsi in regime di condominio.

N.B.: Esso è pertanto distinto dagli edifici di tipo «Villino Lilybetano» la cui certificazione De.C.O. è attualmente in fase di vaglio da parte della Commissione con proposta a cura della D.ssa M.G. Sessa.

L’immobile deve insistere a pochi metri dal mare o sulle aree indicate all’art. 3, con volumetria fuori scala rispetto al paesaggio e agli edifici circostanti o ostruente la vista o la fruizione di scenari naturali/turistici (spiagge, mari, laghi, colline, monumenti…), disegnato con forme squadrate ed elementari e dipinto con intonaci esclusivamente appartenenti allo spettro cromatico della produzione gelatiera locale (N.B.: vedi allegato video a pié di pagina).

Oltre a costituire preciso elemento di degrado paesaggistico, la «Palazzina Lilybetana» detiene necessariamente carattere di inutilità, in quanto molti degli appartamenti rimangono invenduti/sfitti in quanto il costo dell’opera, stante la scarsa qualità del fabbricato di cui all’art. 4 comma 1, è ampiamente coperto dalla vendita anche di solo uno di essi e sufficiente per coprire oneri di fabbricazione e compensi ai mediatori all’art. 4 comma 2.

CONCLUSIONI

La «Palazzina Lilybetana», prodotta nel rispetto del presente disciplinare, viene classificata prodotto De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine).

Marshal, lì 25 settembre 2010

IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE COMUNALE De.C.O.

F.to (Avv. Renzo Carini)

Facciamo parcheggi Carini

settembre 18, 2010

parcheggi marsala carini salinella

Leggiamo un comunicato stampa del Comune di Marshal del 17/9/2010 e ci poniamo alcune domande:

NUOVI PARCHEGGI NEL VERSANTE NORD DI MARSALA: UN INVESTIMENTO DI QUASI 3 MILIONI DI EURO

Interventi ecosostenibili per modernizzare i luoghi

“Riqualificare le aree di sosta nella zona costiera nord di Marsala, con la creazione di parcheggi a servizio sia del centro abitato che dei siti di fruizione estiva e turistica. E’ questo l’obiettivo dell’Amministrazione Carini che, con un investimento di 2 milioni e 780 mila euro, intende realizzare un sistema integrato di spazi ed aree pubbliche che miglioreranno la qualità ambientale del territorio comunale”.

PM&FB: I parcheggi migliorano la qualità ambientale?

La progettazione – coordinata dal settore Territorio e Ambiente diretto dall’ing. Gianfranco D’Orazio ed affidata all’architetto esterno Umberto Montalto – riguarda tre distinte aree di intervento ubicate, rispettivamente, all’ingresso del nuovo Lungomare Salinella, in contrada San Teodoro e in prossimità del Lido Marausa.

PM&FB: Ecco, sappiamo con chi prendercela. Architetto, che ne dice di piantare qualche albero?
Oltre alla realizzazione di quasi 250 posti auto, afferma il sindaco Carini, vanno considerate le aspettative economico-culturali derivanti dall’investimento di riqualificazione, non ultime lo sviluppo di iniziative commerciali e l’incremento turistico“.
PM&FB: Secondo il sindaco-parcheggiatore realizzando parcheggi per 250 posti auto si incrementa il turismo, l’economia e la cultura. Eh?

Il progetto, inoltre, evidenzia gli interventi ecosostenibili che saranno adottati per modernizzare i luoghi, nonchè migliorare le condizioni di sicurezza e di igiene. Interessanti, inoltre, le soluzioni proposte circa il riutilizzo dell’acqua piovana per irrigare le pertinenti aree a verde.
PM&FB: L’acqua piovana per irrigare le piante? Quale è la novità?
La valenza strategica dei parcheggi, infine, è sottolineata dall’assessore Vincenzo Ronci per il quale “nelle aree di sosta insistono in maniera integrata altri progetti rilevanti, taluni in fase di ultimazione“. Il riferimento è, in particolare, alla “Pista ciclabile Mozia-San Teodoro“, al “Contratto di Quartiere II – Sappusi” e al “Parco della Salinella“. In quest’ultimo caso, il parcheggio progettato svolge un ruolo funzionale anche a sostegno della fruizione turistica del Parco archeologico e del limitrofo Giardino d’Infanzia“.
PM&FB: Il Parco della Salinella e il Parco Archelogico sarebbero in fase di ultimazione?  Ma dove?

Carini vince sul punteruolo rosso

agosto 15, 2010

Di fronte agli inarrestabili successi del punteruolo rosso nei confronti dei palmizi comunali, il major Renzo Carini lancia un’offensiva a tutto campo contro tutte le specie di alberi d’alto fusto: Ficus Beniaminus, Pinus Marittimus, Rhus Coriaria, Quercus Ilex… Niente sta sfuggendo infatti alle motoseghe della campagna municipale “Mai secondi al punteruolo“, che vuole riaffermare il primato delle istituzioni nei confronti dell’insetto extraparlamentare.

Gli alberi vanno sostituiti con rotatorie, mattonelle e, ove possibile, condomini, ce lo dice la Comunità Europea. Mi pare che i fatti ci stiano dando ragione: l’Amministrazione Comunale ad oggi ha abbattuto più alberi del punteruolo, un primato che soddisfa la Giunta, i costruttori edili e gli elettori e non può che spronarmi a continuare ad allungare il vantaggio sul coleottero che, come noto, ha buon gioco soltanto sul terreno della palma Phoenix Canariensis“.

L’Amministrazione rende noto che ad oggi sono state completate le opere di cementificazione delle aree allegate nella mappa redatta dall’Ufficio Urbanistica, Comunicazione ed Ambiente. Procede invece a passo spedito l’insabbiamento del progetto “Parco della Salinella“, ancora immobile ma già ben delimitato da schiere di palazzi di diversa foggia e gusto.

Maglie in (auto) blu

luglio 18, 2010

L’ “assessore gentildonna sul fronte Sud” Maria Giovanna Maglie (così si autocelebrava con inusitata modestia nella sua rubrica su “Il Giornale” il 26 ottobre 2008) se n’è andata senza lasciare tracce.

A parte qualche comparsata a presentazioni e mostre perlopiù farina del sacco dell’amico Vittorio Sgarbi, ne rimane una: un’inchiesta archiviata dalla Procura di Trapani per abuso di auto blu, una delle 4 in dotazione alla provincia, con la quale la giornalista de “Il Giornale” poi di “Libero”  (ma iniziò a “L’Unità” grazie alla raccomandazione di Veltroni), secondo quanto dice Marsala.it si faceva scarrozzare dal lussuoso Kempinski Hotel di Costanza di Mazar el Sharif (tariffa minima per la suite: 285 euro a notte) fino alla sede della provincia e ritorno: diciamo almeno 104 km al giorno, ammesso che rimanesse tutto il giorno a lavorare a Palazzo della Vicaria.

L’incarico di assessore alla gentildonna veneziana è stato revocato dal presidente Mimmo Turano il 10 marzo 2009, suscitando il dispiacere del sindaco di Salemi, che avrebbe dovuto sapere prima di tutti: “Rimango interdetto – disse Sgarbi – dalla mancanza di attenzione formale del Presidente della Provincia di Trapani Turano nell’avere stabilito la revoca dell’assessore Maglie senza comunicarmene l’intenzione“.

Della Sicilia rimane alla gentildonna anche la cartolina della querela di Piera Maggio, la mamma della scomparsa Denise Pipitone, per via di un’insinuazione pubblicata ancora una volta sul “Il Giornale”, quando a indagini in corso se ne uscì con questo illuminante esempio di fiuto investigativo: “Circolano qui – vergava riferendosi a Mazara – a voce molto bassa versioni pepate del rapimento della bambina. Una predomina: il vero padre, tra gli amanti locali attribuiti alla signora non si sa con quali prove, sarebbe un arabo e fervente musulmano, che l’avrebbe presa per educarla nel modo che ritiene sacro e non sacrilego. La mamma, che tutto saprebbe, tace, o usa frasi indirette e traverse perché spera in questo modo di rivedere prima o poi la figlia…“. Raccontava minchiate e se ne accorsero tutti, perché tutti sapevano già allora che il padre naturale della bambina scomparsa aveva già un nome e cognome, ed era italianissimo.

Il vizietto di gettare fango sugli altri (l’ultima palata su Maria Luisa Busi, con conseguente provvedimento disciplinare dell’Ordine dei Giornalisti) e specialmente sugli immigrati la gentildonna l’ha sempre avuto, insieme ad un altro vizietto, quello di mettere in nota spese anche quello che non le tocca. Era il ’93 e la Maria Giovanna Maglie dovette lasciare la RAI per una storiaccia di rimborsi taroccati passata alla storia. Che Turano l’abbia messa alla porta perché gli costava troppo?

Use and Abuse: Califogna sound from early ’90s

luglio 11, 2010

E siccome ieri ci siamo occupati della storia di Petrol City e della sua effimera parabola in cui fu per qualche anno “la Detroit mazarese”, oggi per la serie “Califogna sound from early ’90s” PM&FB propongono gli Use and Abuse con il loro debut album Sick Love Juice.

Gli “U+B” (si siglavano così) diedero alle stampe con la Vacation House Records il loro disco d’esordio nel 1996 dopo una intensa attività live e dopo essere stati per più edizioni la band clou del festival rock petrolsileno Rockarossa al pari dei rivali Collettivo Urbano, spesso dileggiati per l’estrema melodicità del loro rock e per la scelta di cantare in italiano. Il disco fu registrato in provincia di Torino con la new entry Ivan Paolini, palermitano ed ex della band heavy Kali Yuga al posto di un talentuoso batterista di Marshal fuoriuscito dal gruppo poche settimane prima, che in realtà era stato il coautore di tutte le tracce ritmiche e di cui ci occuperemo prossimamente in uno speciale. Paolini insieme a Gulino e “Kurt Melo” Pipitone formerà successivamente i famosi Marta sui Tubi, mentre il suo concittadino e rivale chitarrista Frankie Marino andrà a formare i MariX che ebbero fortune alterne, ma rimasero purtroppo un fenomeno locale, al più palermitano. Il bassista Tramati? Va’ capisci.

Buon ascolto da PM

Use and Abuse – Sick Love Juice