Archive for the ‘edilizia’ Category

Via alla sperimentazione agronomica a Porta Mazara

agosto 6, 2011

Con una brillante soluzione i progettisti della rinnovata e adesso finalmente assolatissima Porta Mazara-Piazza Matteotti  (il “direttore artistico” Arch. Sergio Lombardo, il direttore dei lavori Arch. Giuseppe Spanò e il Geometra Vito Giovanni Bua) hanno riparato al contestato abbattimento dei ficus di Piazza Matteotti.

L’innovativa soluzione dei tre brillanti urbanisti può essere apprezzata nelle ore notturne: proprio al di sopra di un albero di recente messa a dimora è stato collocato un palo per l’illuminazione, che irradiando la chioma della pianta anche in assenza di luce solare permetterà una rapida crescita dello stesso secondo le più recenti tecniche di coltivazione arborea.

Una volta che l’albero avrà raggiunto la maturità si renderà dunque necessario espiantare il palo (o la pianta, a discrezione). Del resto, come ha fatto notare lo stesso architetto Lombardo nelle scorse settimane a proposito degli alberi rimossi nella vicina via Roma, all’epoca fu fatta una “scelta errata delle piante, localizzazione non opportuna (i fusti a maturità occupavano più del 50% della superficie dei marciapiedi e con i loro rami arrecavano danni alle facciate dei limitrofi fabbricati), nessun effetto monumentale……meglio finalmente eliminarle!!”. Adesso, invece, con l’illuminazione artificiale delle piante si apre una nuova era. 

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marzo 1, 2011

 

 

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Carini “il boscaiolo” colpisce anche Via Roma

ottobre 16, 2010

Si apprende da Marsala.it che l’opera distruttiva contro gli alberi del sindaco ha colpito anche la centrale Via Roma.

A questo punto URGE SONDAGGIO:

*marca austriaca di asce molto apprezzata dai boscaioli

Marshal: la Palazzina Lilybetana diventa un prodotto De.C.O.

settembre 25, 2010
PALAZZINA_LILYBETANA DE.C.O.

IL MARCHIO DELLA PALAZZINA LILYBETANA DE.C.O.

Dopo Pane, Squaratu, Rianata, Fragola e Fragolina di Bosco (di bosco?), arriva adesso il sesto prodotto tipico certificato con il marchio De.C.O. – Denominazione Comunale di Origine varato qualche mese fa dalla Carini Administration per promuovere le tipicità di Marshal. Si tratta della «Palazzina Lilybetana», una produzione tradizionale tipica del nostro territorio che ci distingue nel mondo per la sua abbondanza e che con l’inclusione fra i prodotti De.C.O. adesso tutela i nostri costruttori edili dalle imitazioni.

In anteprima per i lettori del blog di PM&FB il disciplinare di produzione della «Palazzina Lilybetana», depositato agli atti della Marshal Municipality e redatto con la consulenza delle imprese edili Petitto, Busetta & Varie:

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA

«PALAZZINA LILYBETANA»


Articolo 1. Nome del prodotto

La Denominazione di Origine Comunale «Palazzina Lilybetana» è riservata agli edifici ad uso abitativo che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Articolo 2. Zona di produzione

La Denominazione di Origine Comunale «Palazzina Lilybetana» può essere attribuita esclusivamente edifici ad uso abitativo che insistono nella zona geografica del Comune di Marshal e contrade.

Articolo 3. Riferimenti storici

In Sicilia sorgono quotidianamente diverse varianti di costruzioni collegate alla centenaria tradizione rurale della speculazione edilizia. Così, ubicate nel territorio di Marshal (e nel territorio di Petrol City per quanto attiene alle costruzioni realizzate nel periodo antecedente il luglio 1980), fanno storicamente parte del paesaggio tipico le numerose «Palazzinae Lilybetanae», tipici edifici destinati ad abitazione umana che vengono costruiti in aree precedentemente  occupate da edifici storici e/o di pregio, agricole, archeologiche, balneari, boschive o nelle zone incontaminate (tranne che sporadicamente da rifiuti o fanghi o colmate) come le “Sciare marshalesi”. La «Palazzina Lilybetana» si è sviluppata nell’areale marshalese per il favorevole clima politico, economico e criminale di questa provincia della Califogna.

Articolo 4. Metodi di produzione

La «Palazzina Lilybetana» viene realizzata con materiali edili e suppellettili di scarso valore e qualità infima nelle zone indicate all’art. 3 con volumetria eccedente da 4 a 5 volte il fabbisogno abitativo dell’area.

Il progetto deve essere redatto da un geometra anafalbeta, e comprovatamente privo di competenze architettoniche e/o di buon gusto, sottoposto all’approvazione per le variazioni al Piano Regolatore (ove presente) tramite intermediazione di un Presidente di Provincia, Sindaco, Assessore, Consigliere Comunale, Funzionario, Esponente di partito/corrente politica, Capomandamento/Capobastone, Maestro Venerabile, Libero Muratore, che costituisce garante della realizzazione.

I lavori possono essere interrotti e ripresi più volte nell’arco del ciclo costruttivo.

Al fine di ottenere i permessi necessari alla costruzione si possono predisporre aree limitrofe destinate a verde pubblico che però devono rimanere irrealizzate per almeno un ventennio a partire dalla data di ultimazione lavori (N.B.: vedi case history “Parco della Salinella”).

Articolo 7. Descrizione del prodotto finito

La «Palazzina Lilybetana» una volta ultimata si presenta come immobile di tipo “palazzo” suddiviso in appartamenti e posti auto in garages al piano interrato/seminterrato da amministrarsi in regime di condominio.

N.B.: Esso è pertanto distinto dagli edifici di tipo «Villino Lilybetano» la cui certificazione De.C.O. è attualmente in fase di vaglio da parte della Commissione con proposta a cura della D.ssa M.G. Sessa.

L’immobile deve insistere a pochi metri dal mare o sulle aree indicate all’art. 3, con volumetria fuori scala rispetto al paesaggio e agli edifici circostanti o ostruente la vista o la fruizione di scenari naturali/turistici (spiagge, mari, laghi, colline, monumenti…), disegnato con forme squadrate ed elementari e dipinto con intonaci esclusivamente appartenenti allo spettro cromatico della produzione gelatiera locale (N.B.: vedi allegato video a pié di pagina).

Oltre a costituire preciso elemento di degrado paesaggistico, la «Palazzina Lilybetana» detiene necessariamente carattere di inutilità, in quanto molti degli appartamenti rimangono invenduti/sfitti in quanto il costo dell’opera, stante la scarsa qualità del fabbricato di cui all’art. 4 comma 1, è ampiamente coperto dalla vendita anche di solo uno di essi e sufficiente per coprire oneri di fabbricazione e compensi ai mediatori all’art. 4 comma 2.

CONCLUSIONI

La «Palazzina Lilybetana», prodotta nel rispetto del presente disciplinare, viene classificata prodotto De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine).

Marshal, lì 25 settembre 2010

IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE COMUNALE De.C.O.

F.to (Avv. Renzo Carini)

Carini vince sul punteruolo rosso

agosto 15, 2010

Di fronte agli inarrestabili successi del punteruolo rosso nei confronti dei palmizi comunali, il major Renzo Carini lancia un’offensiva a tutto campo contro tutte le specie di alberi d’alto fusto: Ficus Beniaminus, Pinus Marittimus, Rhus Coriaria, Quercus Ilex… Niente sta sfuggendo infatti alle motoseghe della campagna municipale “Mai secondi al punteruolo“, che vuole riaffermare il primato delle istituzioni nei confronti dell’insetto extraparlamentare.

Gli alberi vanno sostituiti con rotatorie, mattonelle e, ove possibile, condomini, ce lo dice la Comunità Europea. Mi pare che i fatti ci stiano dando ragione: l’Amministrazione Comunale ad oggi ha abbattuto più alberi del punteruolo, un primato che soddisfa la Giunta, i costruttori edili e gli elettori e non può che spronarmi a continuare ad allungare il vantaggio sul coleottero che, come noto, ha buon gioco soltanto sul terreno della palma Phoenix Canariensis“.

L’Amministrazione rende noto che ad oggi sono state completate le opere di cementificazione delle aree allegate nella mappa redatta dall’Ufficio Urbanistica, Comunicazione ed Ambiente. Procede invece a passo spedito l’insabbiamento del progetto “Parco della Salinella“, ancora immobile ma già ben delimitato da schiere di palazzi di diversa foggia e gusto.

Gli alberi di Porticella e il sindaco vandalo

maggio 30, 2010

PROTESTA A PIAZZA PORTICELLA

LUNEDI’ 31 MAGGIO DALLE ORE 10

Un atto vandalico inqualificabile. Da parte mia auguro che gli autori siano presto individuati e condannati per questo gesto che offende la città intera”. Questo era il commento del sindaco Carini nel Dicembre 2008, quando dei vandali abbatterono un pino secolare a Porta Nuova.

Adesso che la stessa amministrazione ha deciso di emulare i vandali di due anni fa, con la decisione di radere al suolo un’area verde in piazza Porticella per farci un parcheggio per 50 posti auto viene difficile scordarsi di quel commento, anche perchè qui più che di atto vandalico si parla di strage del verde, al prezzo di 300.000 euro.

In realtà lo spazio – dice con spregio dell’intelletto umano una nota del Comune – non è stato mai frequentato né dalla popolazione della zona, né tanto meno da ragazzi e bambini”. E allora? Quindi lo riempiamo di macchine? Neanche l’albero di Porta Nuova era frequentato granché, da quando qualche altro sindaco vandalo si era messo in testa di realizzare non si sa più bene cosa sui viali, mentre quello attuale “riqualificava” una della piazze più grandi della città piazzandoci in mezzo un altro parcheggio (deve essere una mania).

Invece, quegli alberi di Porticella, 47 anni fa, furono piantati per uno scopo. Lo dice il professor Elio Piazza: “Volevamo piantare degli alberi che avrebbero ingentilito la zona e resa l’aria salubre e ricca di ossigeno“. Infatti, dice il professore “a mettere a dimora quegli eucalipti nell’ex fossato del Marchese D’Anna del Canneto furono gli alunni della vicina scuola elementare Giuseppe Lombardo Radice in occasione della Festa degli Alberi del 1966-67. Ne ero il direttore”.

Di sicuro la città si ingentilirebbe e sarebbe più salubre se certe persone si tenessero a distanza dall’amministrare il territorio, anche perchè hanno dato prova di saper realizzare solo una serie di cialtronerie a base di cemento (piazzetta S. Padre, via Diaz, via Bovio, parcheggi di c.da Spagnola, Lungomare, Porta Nuova, la rotonda a “tarantola” di Sappusi) ma NON AVER MAI INIZIATO IL PARCO DELLA SALINELLA (I PALAZZI PERO’ CI SONO) oltretutto spendendo oltre 100.000 euro per la consulenza di un architetto semianalfabeta.

NOTA DIDASCALICA: Nella foto di sopra l’area come è oggi. Nella foto di sotto come sarà domani:

PROTESTA A PIAZZA PORTICELLA

LUNEDI’ 31 MAGGIO DALLE ORE 10

Il canguro del Circo Orfei in visita ufficiale a Castelvetrano

marzo 13, 2010

In occasione dell’arrivo del Circo Orfei la Città di Castelvetrano ha accolto con tutti gli onori il celeberrimo canguro, che ha apprezzato le bellezze della cittadina del Belice. Il mammifero di origine australe  ha particolarmente gradito il tipico “Vastedduni di Pane Nero in alzata di Nocellara, mandorle e carciofi spinati”, che è stato accompagnato da un bianco dei poderi Messina Denaro.

Incontri Carini

febbraio 28, 2010

Vegliardi ultracentenari, rappresentanti della FF.AA., talenti locali del bel canto, docenti belgi, maestranze edilizie, alti e bassi prelati, villeggianti, ministri, cultori del presepe, cugine odiose, camperisti estremi, panificatori in agitazione, scolaresche disordinate, ambasciatori nordafricani, vettori di trasporti locali, avvocati matrimonialisti, cittadini benemeriti.

Fare il sindaco di Marshal non si può dire che sia un lavoro sedentario. Si calcola nel 2009 il Primo Cittadino abbia percorso circa 17.234 km, pari a ben 2,46 volte la distanza fra Roma e New York. Per un totale di 256 incontri e visite ufficiali e 234.000 tonnelate di CO2.

Di seguito una carrellata dei momenti più esaltanti del 2009:

Parla Maria Antonietta Aula, ex moglie di Antonio D’Alì

novembre 29, 2009

Da Il Fatto Quotidiano del 25/11/09

GIRA E RIGIRA tra le mani quei biglietti Maria Antonietta Aula. Una signora alta e bionda con gli occhi celesti e una cortesia d’altri tempi a delinearne i tratti. Famiglia della borghesia trapanese, è stata dall’età di 24 anni, per oltre vent’anni, la moglie del senatore del Pdl Antonio D’Alì, presidente della Commissione Ambiente, ex sottosegretario all’Interno, proprietario della Banca Sicula, poi ceduta alla Comit. La signora Aula è una donna che fatica ancora a rendersi conto di ciò che è scivolato davanti ai suoi occhi lasciando domande senza risposta. Risposte che non cessa di avere, visto che ci si dimentica solo di ciò che si chiede perché è poco importante, ma che, a tratti, vorrebbe smettere di cercare per liberarsi di un tempo ormai perduto. “Li ho ritrovati mettendo a posto le carte” dice mostrando i biglietti. “Congratulazioni. Francesco Messina Denaro e famiglia”.

CONTINUA SU:

http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/11/25/la_politica_nella_terra_di_cos.html&t=La politica nella terra di Cosa nostra, parla Maria Antonietta Aula, ex moglie di Antonio D’Alì

MCAG: Marshal’s Contemporary Art Gallery #1

luglio 12, 2009

Immagine

Sindaco, vicesindaco, presidente del consiglio comunale, prete, giovane fanciulla e codazzo di disoccupati nell’atto di inaugurare un parcheggio. Temperatura 35° C.

Come Beverly Hills?!?! M.G. Sessa in Califogna Dreamin’

dicembre 1, 2008

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Dopo aver ricevuto da Marsala C’è la licenza di spararle grosse per oltre un anno con la rubrica Intorno alla scuola, Maria Grazia Sessa si cimenta in una nuova avventura con i colleghi-rivali di Marsala.it che, probabilmente invidiosi delle performance autoriali della nota dirigente-scolastica-pittrice-dilettante  (però, che autorevolezza!), gli hanno affidato la strabiliante rubrica Amare Marsala.

L’ultima fatica (delirio) dell’illustre penna è il fondo intitolato con sicumera Marsala è Beverly Hills.

Chi ci legge ormai sa che siamo soliti chiamare la nostra città Marshal e la nostra provincia Califogna: è una metafora scherzosa per sottolineare il fatto che gli abitanti di questo angolo di Sicilia tendono a reinterpretare in chiave sicula – con auto, imbarcazioni e soprattutto ville perlopiù pacchiane – la tipica opulenza della West Coast statunitense. Finora pensavamo che fosse un costume inconsapevole e tipicamente provinciale per sentirsi belli, ricchi, famosi. Ma mai avremmo pensato che ci fosse stato qualcuno davvero convinto di vivere in pieno “American Dream“, tanto da scriverci un articolo (delirio).

Ripercorriamone alcuni passi cliccando su “Leggi il seguito di questo post”, che in americano si dice “Follow the jump”, visto che a Beverly Hills dovreste essere di casa.

(more…)

Califogna Ice Screams

agosto 10, 2008

Un tempo si prediligevano zabaione, panna e nocciola, successivamente il passaggio dalle case del centro al condominio ha garantito una più ampia varietà di gusti.

Sono nati dunque il pistacchio, il cioccolato, il caffè, la zuppa inglese, la fragola, il puffo, l’amarena e poco più tardi una serie di abbinamenti di variegati bigusto: il retrò pistacchio/nocciola, il canonico fragola/panna, il comune cioccolato/nocciola anche nella variante fetta moka con granella, l’estivo fiordilatte/menta.

Il vostro che gusto è?