Archive for the ‘massimo consesso civico’ Category

Bla bla bla minaccia: “Porto il Palavetro a Marshal!”

marzo 25, 2012

Grandi opere e infrastrutture al centro del programma politico di Giulia bla bla bla. La campagna elettorale 2012 si apre con un annuncio shock: portare il Palavetro a Marshal. “Se non troveremo bla bla bla un manager all’interno dell’aeroporto tanto lungimirante bla bla bla da saper sfruttare il prefabbricato in modo produttivo bla bla bla all’interno della stessa area, bla bla bla, il comune di Marsala bla bla bla ne reclamerà il possesso e lo trasferirà sul proprio territorio, bla bla bla.“, ha minacciato l’ex onorevole regionale golfistapresidente della provincia con colmata petrolifera.

L’interrogativo è: dove può essere posizionata la sgangherata catapecchia di vetro e infissi in alluminio? L’area più
indicata sembrerebbe New Port, dove il fantasioso accozzaglio di rottami – appena 232.352.400 lire è costata la sola pavimentazione (tutto documentato da un documento diffuso da bla bla bla: http://www.giuliaadamo.it/palavetro/)- farebbe ottima pendent con l’Olimpico mai rimosso. Immagine sotto.

Adesso se la prendono con Giovanni!

ottobre 25, 2010

I VV.UU. hanno multato Giovanni, da anni parcheggiatore abusivo per necessità a piazza Carmine, una persona da tutti ben voluta ed aiutato per la sua sfortunata condizione di indigente: 709 euro di multa.

Si vergogni chi ha deciso di prendere di mira questo povero ragazzo, siamo sicuri che è lo stesso che chiude un occhio ed anche due per i continui abusi, ladrocini ed irregolarità quando sono commessi da persone in vista o delinquenti. Giovanni lo ha detto chiaramente: “creino posti di lavoro, invece di fare le multe“. In meno di 10 parole la migliore fotografia dal basso che si potesse fare della nostra condizione.

PS: un plauso a Canale 2 e ad Antonella Lusseri per aver dato voce a chi non l’ha mai avuta.

Carini “il boscaiolo” colpisce anche Via Roma

ottobre 16, 2010

Si apprende da Marsala.it che l’opera distruttiva contro gli alberi del sindaco ha colpito anche la centrale Via Roma.

A questo punto URGE SONDAGGIO:

*marca austriaca di asce molto apprezzata dai boscaioli

Marshal: la Palazzina Lilybetana diventa un prodotto De.C.O.

settembre 25, 2010
PALAZZINA_LILYBETANA DE.C.O.

IL MARCHIO DELLA PALAZZINA LILYBETANA DE.C.O.

Dopo Pane, Squaratu, Rianata, Fragola e Fragolina di Bosco (di bosco?), arriva adesso il sesto prodotto tipico certificato con il marchio De.C.O. – Denominazione Comunale di Origine varato qualche mese fa dalla Carini Administration per promuovere le tipicità di Marshal. Si tratta della «Palazzina Lilybetana», una produzione tradizionale tipica del nostro territorio che ci distingue nel mondo per la sua abbondanza e che con l’inclusione fra i prodotti De.C.O. adesso tutela i nostri costruttori edili dalle imitazioni.

In anteprima per i lettori del blog di PM&FB il disciplinare di produzione della «Palazzina Lilybetana», depositato agli atti della Marshal Municipality e redatto con la consulenza delle imprese edili Petitto, Busetta & Varie:

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA

«PALAZZINA LILYBETANA»


Articolo 1. Nome del prodotto

La Denominazione di Origine Comunale «Palazzina Lilybetana» è riservata agli edifici ad uso abitativo che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Articolo 2. Zona di produzione

La Denominazione di Origine Comunale «Palazzina Lilybetana» può essere attribuita esclusivamente edifici ad uso abitativo che insistono nella zona geografica del Comune di Marshal e contrade.

Articolo 3. Riferimenti storici

In Sicilia sorgono quotidianamente diverse varianti di costruzioni collegate alla centenaria tradizione rurale della speculazione edilizia. Così, ubicate nel territorio di Marshal (e nel territorio di Petrol City per quanto attiene alle costruzioni realizzate nel periodo antecedente il luglio 1980), fanno storicamente parte del paesaggio tipico le numerose «Palazzinae Lilybetanae», tipici edifici destinati ad abitazione umana che vengono costruiti in aree precedentemente  occupate da edifici storici e/o di pregio, agricole, archeologiche, balneari, boschive o nelle zone incontaminate (tranne che sporadicamente da rifiuti o fanghi o colmate) come le “Sciare marshalesi”. La «Palazzina Lilybetana» si è sviluppata nell’areale marshalese per il favorevole clima politico, economico e criminale di questa provincia della Califogna.

Articolo 4. Metodi di produzione

La «Palazzina Lilybetana» viene realizzata con materiali edili e suppellettili di scarso valore e qualità infima nelle zone indicate all’art. 3 con volumetria eccedente da 4 a 5 volte il fabbisogno abitativo dell’area.

Il progetto deve essere redatto da un geometra anafalbeta, e comprovatamente privo di competenze architettoniche e/o di buon gusto, sottoposto all’approvazione per le variazioni al Piano Regolatore (ove presente) tramite intermediazione di un Presidente di Provincia, Sindaco, Assessore, Consigliere Comunale, Funzionario, Esponente di partito/corrente politica, Capomandamento/Capobastone, Maestro Venerabile, Libero Muratore, che costituisce garante della realizzazione.

I lavori possono essere interrotti e ripresi più volte nell’arco del ciclo costruttivo.

Al fine di ottenere i permessi necessari alla costruzione si possono predisporre aree limitrofe destinate a verde pubblico che però devono rimanere irrealizzate per almeno un ventennio a partire dalla data di ultimazione lavori (N.B.: vedi case history “Parco della Salinella”).

Articolo 7. Descrizione del prodotto finito

La «Palazzina Lilybetana» una volta ultimata si presenta come immobile di tipo “palazzo” suddiviso in appartamenti e posti auto in garages al piano interrato/seminterrato da amministrarsi in regime di condominio.

N.B.: Esso è pertanto distinto dagli edifici di tipo «Villino Lilybetano» la cui certificazione De.C.O. è attualmente in fase di vaglio da parte della Commissione con proposta a cura della D.ssa M.G. Sessa.

L’immobile deve insistere a pochi metri dal mare o sulle aree indicate all’art. 3, con volumetria fuori scala rispetto al paesaggio e agli edifici circostanti o ostruente la vista o la fruizione di scenari naturali/turistici (spiagge, mari, laghi, colline, monumenti…), disegnato con forme squadrate ed elementari e dipinto con intonaci esclusivamente appartenenti allo spettro cromatico della produzione gelatiera locale (N.B.: vedi allegato video a pié di pagina).

Oltre a costituire preciso elemento di degrado paesaggistico, la «Palazzina Lilybetana» detiene necessariamente carattere di inutilità, in quanto molti degli appartamenti rimangono invenduti/sfitti in quanto il costo dell’opera, stante la scarsa qualità del fabbricato di cui all’art. 4 comma 1, è ampiamente coperto dalla vendita anche di solo uno di essi e sufficiente per coprire oneri di fabbricazione e compensi ai mediatori all’art. 4 comma 2.

CONCLUSIONI

La «Palazzina Lilybetana», prodotta nel rispetto del presente disciplinare, viene classificata prodotto De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine).

Marshal, lì 25 settembre 2010

IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE COMUNALE De.C.O.

F.to (Avv. Renzo Carini)

Facciamo parcheggi Carini

settembre 18, 2010

parcheggi marsala carini salinella

Leggiamo un comunicato stampa del Comune di Marshal del 17/9/2010 e ci poniamo alcune domande:

NUOVI PARCHEGGI NEL VERSANTE NORD DI MARSALA: UN INVESTIMENTO DI QUASI 3 MILIONI DI EURO

Interventi ecosostenibili per modernizzare i luoghi

“Riqualificare le aree di sosta nella zona costiera nord di Marsala, con la creazione di parcheggi a servizio sia del centro abitato che dei siti di fruizione estiva e turistica. E’ questo l’obiettivo dell’Amministrazione Carini che, con un investimento di 2 milioni e 780 mila euro, intende realizzare un sistema integrato di spazi ed aree pubbliche che miglioreranno la qualità ambientale del territorio comunale”.

PM&FB: I parcheggi migliorano la qualità ambientale?

La progettazione – coordinata dal settore Territorio e Ambiente diretto dall’ing. Gianfranco D’Orazio ed affidata all’architetto esterno Umberto Montalto – riguarda tre distinte aree di intervento ubicate, rispettivamente, all’ingresso del nuovo Lungomare Salinella, in contrada San Teodoro e in prossimità del Lido Marausa.

PM&FB: Ecco, sappiamo con chi prendercela. Architetto, che ne dice di piantare qualche albero?
Oltre alla realizzazione di quasi 250 posti auto, afferma il sindaco Carini, vanno considerate le aspettative economico-culturali derivanti dall’investimento di riqualificazione, non ultime lo sviluppo di iniziative commerciali e l’incremento turistico“.
PM&FB: Secondo il sindaco-parcheggiatore realizzando parcheggi per 250 posti auto si incrementa il turismo, l’economia e la cultura. Eh?

Il progetto, inoltre, evidenzia gli interventi ecosostenibili che saranno adottati per modernizzare i luoghi, nonchè migliorare le condizioni di sicurezza e di igiene. Interessanti, inoltre, le soluzioni proposte circa il riutilizzo dell’acqua piovana per irrigare le pertinenti aree a verde.
PM&FB: L’acqua piovana per irrigare le piante? Quale è la novità?
La valenza strategica dei parcheggi, infine, è sottolineata dall’assessore Vincenzo Ronci per il quale “nelle aree di sosta insistono in maniera integrata altri progetti rilevanti, taluni in fase di ultimazione“. Il riferimento è, in particolare, alla “Pista ciclabile Mozia-San Teodoro“, al “Contratto di Quartiere II – Sappusi” e al “Parco della Salinella“. In quest’ultimo caso, il parcheggio progettato svolge un ruolo funzionale anche a sostegno della fruizione turistica del Parco archeologico e del limitrofo Giardino d’Infanzia“.
PM&FB: Il Parco della Salinella e il Parco Archelogico sarebbero in fase di ultimazione?  Ma dove?

Carini vince sul punteruolo rosso

agosto 15, 2010

Di fronte agli inarrestabili successi del punteruolo rosso nei confronti dei palmizi comunali, il major Renzo Carini lancia un’offensiva a tutto campo contro tutte le specie di alberi d’alto fusto: Ficus Beniaminus, Pinus Marittimus, Rhus Coriaria, Quercus Ilex… Niente sta sfuggendo infatti alle motoseghe della campagna municipale “Mai secondi al punteruolo“, che vuole riaffermare il primato delle istituzioni nei confronti dell’insetto extraparlamentare.

Gli alberi vanno sostituiti con rotatorie, mattonelle e, ove possibile, condomini, ce lo dice la Comunità Europea. Mi pare che i fatti ci stiano dando ragione: l’Amministrazione Comunale ad oggi ha abbattuto più alberi del punteruolo, un primato che soddisfa la Giunta, i costruttori edili e gli elettori e non può che spronarmi a continuare ad allungare il vantaggio sul coleottero che, come noto, ha buon gioco soltanto sul terreno della palma Phoenix Canariensis“.

L’Amministrazione rende noto che ad oggi sono state completate le opere di cementificazione delle aree allegate nella mappa redatta dall’Ufficio Urbanistica, Comunicazione ed Ambiente. Procede invece a passo spedito l’insabbiamento del progetto “Parco della Salinella“, ancora immobile ma già ben delimitato da schiere di palazzi di diversa foggia e gusto.

Maglie in (auto) blu

luglio 18, 2010

L’ “assessore gentildonna sul fronte Sud” Maria Giovanna Maglie (così si autocelebrava con inusitata modestia nella sua rubrica su “Il Giornale” il 26 ottobre 2008) se n’è andata senza lasciare tracce.

A parte qualche comparsata a presentazioni e mostre perlopiù farina del sacco dell’amico Vittorio Sgarbi, ne rimane una: un’inchiesta archiviata dalla Procura di Trapani per abuso di auto blu, una delle 4 in dotazione alla provincia, con la quale la giornalista de “Il Giornale” poi di “Libero”  (ma iniziò a “L’Unità” grazie alla raccomandazione di Veltroni), secondo quanto dice Marsala.it si faceva scarrozzare dal lussuoso Kempinski Hotel di Costanza di Mazar el Sharif (tariffa minima per la suite: 285 euro a notte) fino alla sede della provincia e ritorno: diciamo almeno 104 km al giorno, ammesso che rimanesse tutto il giorno a lavorare a Palazzo della Vicaria.

L’incarico di assessore alla gentildonna veneziana è stato revocato dal presidente Mimmo Turano il 10 marzo 2009, suscitando il dispiacere del sindaco di Salemi, che avrebbe dovuto sapere prima di tutti: “Rimango interdetto – disse Sgarbi – dalla mancanza di attenzione formale del Presidente della Provincia di Trapani Turano nell’avere stabilito la revoca dell’assessore Maglie senza comunicarmene l’intenzione“.

Della Sicilia rimane alla gentildonna anche la cartolina della querela di Piera Maggio, la mamma della scomparsa Denise Pipitone, per via di un’insinuazione pubblicata ancora una volta sul “Il Giornale”, quando a indagini in corso se ne uscì con questo illuminante esempio di fiuto investigativo: “Circolano qui – vergava riferendosi a Mazara – a voce molto bassa versioni pepate del rapimento della bambina. Una predomina: il vero padre, tra gli amanti locali attribuiti alla signora non si sa con quali prove, sarebbe un arabo e fervente musulmano, che l’avrebbe presa per educarla nel modo che ritiene sacro e non sacrilego. La mamma, che tutto saprebbe, tace, o usa frasi indirette e traverse perché spera in questo modo di rivedere prima o poi la figlia…“. Raccontava minchiate e se ne accorsero tutti, perché tutti sapevano già allora che il padre naturale della bambina scomparsa aveva già un nome e cognome, ed era italianissimo.

Il vizietto di gettare fango sugli altri (l’ultima palata su Maria Luisa Busi, con conseguente provvedimento disciplinare dell’Ordine dei Giornalisti) e specialmente sugli immigrati la gentildonna l’ha sempre avuto, insieme ad un altro vizietto, quello di mettere in nota spese anche quello che non le tocca. Era il ’93 e la Maria Giovanna Maglie dovette lasciare la RAI per una storiaccia di rimborsi taroccati passata alla storia. Che Turano l’abbia messa alla porta perché gli costava troppo?

Gli alberi di Porticella e il sindaco vandalo

maggio 30, 2010

PROTESTA A PIAZZA PORTICELLA

LUNEDI’ 31 MAGGIO DALLE ORE 10

Un atto vandalico inqualificabile. Da parte mia auguro che gli autori siano presto individuati e condannati per questo gesto che offende la città intera”. Questo era il commento del sindaco Carini nel Dicembre 2008, quando dei vandali abbatterono un pino secolare a Porta Nuova.

Adesso che la stessa amministrazione ha deciso di emulare i vandali di due anni fa, con la decisione di radere al suolo un’area verde in piazza Porticella per farci un parcheggio per 50 posti auto viene difficile scordarsi di quel commento, anche perchè qui più che di atto vandalico si parla di strage del verde, al prezzo di 300.000 euro.

In realtà lo spazio – dice con spregio dell’intelletto umano una nota del Comune – non è stato mai frequentato né dalla popolazione della zona, né tanto meno da ragazzi e bambini”. E allora? Quindi lo riempiamo di macchine? Neanche l’albero di Porta Nuova era frequentato granché, da quando qualche altro sindaco vandalo si era messo in testa di realizzare non si sa più bene cosa sui viali, mentre quello attuale “riqualificava” una della piazze più grandi della città piazzandoci in mezzo un altro parcheggio (deve essere una mania).

Invece, quegli alberi di Porticella, 47 anni fa, furono piantati per uno scopo. Lo dice il professor Elio Piazza: “Volevamo piantare degli alberi che avrebbero ingentilito la zona e resa l’aria salubre e ricca di ossigeno“. Infatti, dice il professore “a mettere a dimora quegli eucalipti nell’ex fossato del Marchese D’Anna del Canneto furono gli alunni della vicina scuola elementare Giuseppe Lombardo Radice in occasione della Festa degli Alberi del 1966-67. Ne ero il direttore”.

Di sicuro la città si ingentilirebbe e sarebbe più salubre se certe persone si tenessero a distanza dall’amministrare il territorio, anche perchè hanno dato prova di saper realizzare solo una serie di cialtronerie a base di cemento (piazzetta S. Padre, via Diaz, via Bovio, parcheggi di c.da Spagnola, Lungomare, Porta Nuova, la rotonda a “tarantola” di Sappusi) ma NON AVER MAI INIZIATO IL PARCO DELLA SALINELLA (I PALAZZI PERO’ CI SONO) oltretutto spendendo oltre 100.000 euro per la consulenza di un architetto semianalfabeta.

NOTA DIDASCALICA: Nella foto di sopra l’area come è oggi. Nella foto di sotto come sarà domani:

PROTESTA A PIAZZA PORTICELLA

LUNEDI’ 31 MAGGIO DALLE ORE 10

Incontri Carini

febbraio 28, 2010

Vegliardi ultracentenari, rappresentanti della FF.AA., talenti locali del bel canto, docenti belgi, maestranze edilizie, alti e bassi prelati, villeggianti, ministri, cultori del presepe, cugine odiose, camperisti estremi, panificatori in agitazione, scolaresche disordinate, ambasciatori nordafricani, vettori di trasporti locali, avvocati matrimonialisti, cittadini benemeriti.

Fare il sindaco di Marshal non si può dire che sia un lavoro sedentario. Si calcola nel 2009 il Primo Cittadino abbia percorso circa 17.234 km, pari a ben 2,46 volte la distanza fra Roma e New York. Per un totale di 256 incontri e visite ufficiali e 234.000 tonnelate di CO2.

Di seguito una carrellata dei momenti più esaltanti del 2009:

Parla Maria Antonietta Aula, ex moglie di Antonio D’Alì

novembre 29, 2009

Da Il Fatto Quotidiano del 25/11/09

GIRA E RIGIRA tra le mani quei biglietti Maria Antonietta Aula. Una signora alta e bionda con gli occhi celesti e una cortesia d’altri tempi a delinearne i tratti. Famiglia della borghesia trapanese, è stata dall’età di 24 anni, per oltre vent’anni, la moglie del senatore del Pdl Antonio D’Alì, presidente della Commissione Ambiente, ex sottosegretario all’Interno, proprietario della Banca Sicula, poi ceduta alla Comit. La signora Aula è una donna che fatica ancora a rendersi conto di ciò che è scivolato davanti ai suoi occhi lasciando domande senza risposta. Risposte che non cessa di avere, visto che ci si dimentica solo di ciò che si chiede perché è poco importante, ma che, a tratti, vorrebbe smettere di cercare per liberarsi di un tempo ormai perduto. “Li ho ritrovati mettendo a posto le carte” dice mostrando i biglietti. “Congratulazioni. Francesco Messina Denaro e famiglia”.

CONTINUA SU:

http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/11/25/la_politica_nella_terra_di_cos.html&t=La politica nella terra di Cosa nostra, parla Maria Antonietta Aula, ex moglie di Antonio D’Alì

Pagine di Storia Patria: dalla disfatta di Petrosino all’assedio di Mozia

agosto 22, 2009

battaglia_mozia

Narrano le cronache sulle manovre segrete del sultano D’Alì per annettere l’antica isola sacra di Mothja al suo ricco emirato. Appresa la notizia attraverso le spie turaniche, la baronessa Julia Adamos, da tempo immemore feudataria della ubertosa isoletta, fece raggruppare le truppe dormienti.

Erano passati XXIX anni dal tempo della cocente sconfitta dei vili ribelli petrosilaeni costituitisi in comune autonomo, alleato con gli ostili mazaresi e castelvetranesi, all’alba del 1 Luglio 1980. Quasi sei lustri più tardi le guarnigioni dell’esercito lilybaetano al comando del Generale di Corpo d’Armata G.A. Ruggeri muovevansi nuovamente dal villino dell’erudito διδάσκαλος in direzione degli aggressori.

Sull’altro fronte, dai lidi di Marausa, l’esercito capitanato dal sultano in persona e dal feldmaresciallo Hyaeronimus von Faschium si era acquattato sulle sponde del Birgi con due divisioni di fanti pacecoti e di balestrieri di Casa Sancta, in attesa dell’ora più propizia per sferrare il fendente risolutivo.

Lylibeaum, sempre divisa da interessi di contrade lontane, conobbe presto l’onta del tradimento dei lancieri di Dara, che voltarono le spalle ai tiratori ericini e disperdettero in ingloriosa rotta sulla piana del Nivaloro. Birgi era ormai perduta, il ratto della fertile Mothja appariva sempre più imminente e per noi discendenti di Cicerone ineluttabile.

Dall’Abbazia di San Leonardo, dopo esserne state benedette le insegne da Padre Genna, i Cavalieri della Spagnola si acquartierarono presso la fortezza del Baglio Luna, riparati da un facile attacco da sud e in posizione pronta all’azione non appena i mazzieri di Cutusio, fronte dello scontro, avessero impegnato la prima linea degli invasori di Drepanum.

Fu subito rivalsa: i cavalieri del Boeo travolsero i tiratori nemici con l’impeto infuso dal valore del condottiero-magister che a spron battuto lanciava la carica e respingeva gli aggressori verso le acque melmose dello Stagnone.

TBC…

MCAG: Marshal’s Contemporary Art Gallery #1

luglio 12, 2009

Immagine

Sindaco, vicesindaco, presidente del consiglio comunale, prete, giovane fanciulla e codazzo di disoccupati nell’atto di inaugurare un parcheggio. Temperatura 35° C.