Archive for the ‘surrealismo’ Category

NO… O NO?

novembre 5, 2010

 

http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=Via+Francesco+Crispi,+Marsala&sll=37.797407,12.437618&sspn=0.00902,0.01929&ie=UTF8&hq=&hnear=Via+Francesco+Crispi,+91025+Marsala+Trapani,+Sicilia&ll=37.792778,12.440321&spn=0.009021,0.01929&z=16&layer=c&cbll=37.792694,12.440224&panoid=DLJ5PyzzQHbXdyEgpByxKw&cbp=12,116.1,,1,7.39

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Feccia Azzurra Pagliari

agosto 13, 2010

Maglie in (auto) blu

luglio 18, 2010

L’ “assessore gentildonna sul fronte Sud” Maria Giovanna Maglie (così si autocelebrava con inusitata modestia nella sua rubrica su “Il Giornale” il 26 ottobre 2008) se n’è andata senza lasciare tracce.

A parte qualche comparsata a presentazioni e mostre perlopiù farina del sacco dell’amico Vittorio Sgarbi, ne rimane una: un’inchiesta archiviata dalla Procura di Trapani per abuso di auto blu, una delle 4 in dotazione alla provincia, con la quale la giornalista de “Il Giornale” poi di “Libero”  (ma iniziò a “L’Unità” grazie alla raccomandazione di Veltroni), secondo quanto dice Marsala.it si faceva scarrozzare dal lussuoso Kempinski Hotel di Costanza di Mazar el Sharif (tariffa minima per la suite: 285 euro a notte) fino alla sede della provincia e ritorno: diciamo almeno 104 km al giorno, ammesso che rimanesse tutto il giorno a lavorare a Palazzo della Vicaria.

L’incarico di assessore alla gentildonna veneziana è stato revocato dal presidente Mimmo Turano il 10 marzo 2009, suscitando il dispiacere del sindaco di Salemi, che avrebbe dovuto sapere prima di tutti: “Rimango interdetto – disse Sgarbi – dalla mancanza di attenzione formale del Presidente della Provincia di Trapani Turano nell’avere stabilito la revoca dell’assessore Maglie senza comunicarmene l’intenzione“.

Della Sicilia rimane alla gentildonna anche la cartolina della querela di Piera Maggio, la mamma della scomparsa Denise Pipitone, per via di un’insinuazione pubblicata ancora una volta sul “Il Giornale”, quando a indagini in corso se ne uscì con questo illuminante esempio di fiuto investigativo: “Circolano qui – vergava riferendosi a Mazara – a voce molto bassa versioni pepate del rapimento della bambina. Una predomina: il vero padre, tra gli amanti locali attribuiti alla signora non si sa con quali prove, sarebbe un arabo e fervente musulmano, che l’avrebbe presa per educarla nel modo che ritiene sacro e non sacrilego. La mamma, che tutto saprebbe, tace, o usa frasi indirette e traverse perché spera in questo modo di rivedere prima o poi la figlia…“. Raccontava minchiate e se ne accorsero tutti, perché tutti sapevano già allora che il padre naturale della bambina scomparsa aveva già un nome e cognome, ed era italianissimo.

Il vizietto di gettare fango sugli altri (l’ultima palata su Maria Luisa Busi, con conseguente provvedimento disciplinare dell’Ordine dei Giornalisti) e specialmente sugli immigrati la gentildonna l’ha sempre avuto, insieme ad un altro vizietto, quello di mettere in nota spese anche quello che non le tocca. Era il ’93 e la Maria Giovanna Maglie dovette lasciare la RAI per una storiaccia di rimborsi taroccati passata alla storia. Che Turano l’abbia messa alla porta perché gli costava troppo?

Pagine di storia patria: Petrol City compie 30 anni

luglio 11, 2010

Era il 10 luglio 1980 quando l’Assemblea Regionale Siciliana votò a maggioranza la delibera che istituiva il nuovo comune di Petrol City su proposta del comitato pro-autonomia di Petrosino di cui era presidente il professore Vincenzo Licari, che raccolse circa 3000 firme, corredò l’istanza di autonomia della documentazione richiesta dalla legge e la presentò all’ Assessorato regionale e agli enti sociali che con lungimiranza l’approvarono.

LE ORIGINI DI PETROL CITY

Si dice che il nome della cittadina petrolsilena derivi dal latino “Petri-Sinus” che significa “porto di Pietro”, perché si narra che San Pietro Apostolo durante uno dei suoi viaggi tra Roma e Gerusalemme, per mettersi al riparo da una brutta tempesta sarebbe approdato sulla baia di Biscione. Così il nome di Petrosino deriverebbe dalle parole latine “Sinus” (golfo) e “Petri” (Pietro), cioè “Golfo di Pietro“. Un’altra ipotesi vuole invece che il nome Petrol City derivi dal greco “PETROSILION”, poi mutato in “PETROL CITY” grazie al commerciante inglese John Woodhouse che costruì un baglio il cui portale divenne poi lo stemma e simbolo del paese, da cui il detto “facci di purtuni ri bagghio!“. Nel dialetto locale divenne invece “PIDDUSINU”, perché in tempi remoti in questa zona disabitata cresceva in abbondanza questa specie di erba aromatica e gli indigeni non conoscevano una parola di inglese. Delle due ipotesi la seconda si può considerare assolutamente certa, non c’è neanche bisogno di discuterne.

LE PULSIONI AUTONOMISTE

Nel 1941 venne inaugurato dalle autorità dell’epoca il primo autobus di linea Petrol City – Marshal. Negli anni ’50, grazie all’interessamento dell’Onorevole Francesco de Vita, Petrosino cominciò ad assumere l’aspetto di un vero paese, però del Messico, grazie anche alla costruzione di opere pubbliche come strade asfaltate, il primo impianto di illuminazione, acquedotto, scuola e cimitero. Già nel 1947 Giuseppe Putaggio, facendosi portavoce dei petrolsileni, aveva avanzato la prima richiesta di autonomia dal comune di Marshal che però venne respinta con fermezza. I locali ci ritentarono 10 anni dopo con Carmelo Benigno, che venne posto a capo del comitato pro – autonomia, ma anche questo tentativo fallì. A riprovarci, nel 1954, fu Baldassare Pipitone, ma anche questa volta non andò a buon fine. 3-0 e palla al centro. Dovettero passare circa 23 anni per arrivare alla svolta storica, il 21 Maggio 1977, quando venne istituito il “Comitato di Liberazione di Petrol City“.

La nascita del comune autonomo di Petrol City si deve dunque al fermento culturale degli anni ’70, quando, recita una scheda trovata negli archivi dell’Istituto Comprensivo “Nosengo”, “tra gli abitanti delle contrade Baggianotto, Gazzarella, Torreggiano, Baglio, Biscione, San Giuseppe e San Giuliano, si fece strada la convinzione che soltanto l’elevazione di quelle contrade a comune autonomo avrebbe potuto risolverne i problemi di vita civile”.

SI, VABBE’

Evidentemente i dissidenti avevano torto fermo, perché a Petrol City non c’è mai stato un cazzo. Il livello delle attività culturali di questo territorio di 45 kmq, che si estende fra i comuni di Mazar el Sharif e Marshal, è tale infatti che oggi vi si tengono spettacoli del tenore “La corrida, dilettanti allo sbaraglio – III edizione – Ospite il mago illusionista Gaspar“. Nonostante lo status di municipalità, la popolazione di Petrol City è infatti antropologicamente identica a quella degli Strasattari, che si distinguono solo per l’abitudine di erigere case e villette lungo una strada provinciale.

GLI ANNI DEL “PETROL ROCK”

La storia di Petrol City ha avuto però un momento di splendore a cavallo degli anni ’90, grazie al più grande evento rock mai creato in quella zona rurale: Rockarossa, dal nome di una nota roccia del fondale della costa. Fu per sei anni di fila la manifestazione rock più importante della provincia, si svolgeva a cadenza annuale nel mese di Agosto in piazza Biscione (dove sorgeva il famoso night “Crazy Night” in cui si formarono i rockers – 2 – della zona) e ospitò gruppi rock provenienti da tutta Italia, dando vita ad un filone di talenti locali che spaziarono dal progressive, all’heavy e al grunge come i Brain Dead, i Collettivo Urbano e gli Use and Abuse, primo embrione di quelli che sarebbero poi diventati i Marta sui Tubi, il cui chitarrista è infatti originario di Petrol City, quindi attualmente è l’artista più importante che Petrol City abbia mai espresso. Una curiosa coincidenza vuole che nella formazione degli Use and Abuse il chitarrista fosse però un altro petrolsileno: Frank Marino, che ad oggi è dunque il secondo artista più importante espresso da Petrol City. La fine di Rockarossa coincise con l’abbandono del progetto da parte dell’organizzatore Ottavio Navarra, poi avviatosi alla carriera politica con il quintetto swing “Ottavio Navarra e la Sinistra Giovanile“.

LA PARENTESI DEL CENTRO SOCIALE

In quel periodo l’enorme albergo incompiuto sulla Via B (chiamare le strade con le lettere dell’alfabeto è un vezzo locale che fa parte di un progetto di alfabetizzazione in corso dagli anni ’80) venne occupato dai giovani del posto e trasformato in “Centro Sociale”. Vi si tennero tre concerti rock in tre weekend, ma il posto venne abbandonato appena dopo il terzo evento in seguito a una rissa generale che coinvolse decine di persone, mentre gli spettatori per non essere da meno si davano alla completa devastazione del centro.

L’albergo venne poi raso al suolo nel giro di pochi anni per far spazio a una schiera di villette vicine al celebre monumento dedicato  “ai pescatori di Petrol City”, dove il baffuto marittimo raffigurato più che un pesce sembra che in mano regga un’enorme minchia.

Golpe a Marshal! Il discorso a reti unificate di Problem Man

giugno 6, 2010

VILE MOSSA: IL SULTANO CI HA ATTACCATO!

NESSUNA VELA, ANCHE SE GRANDE E BELLA, POTRA’ FERMARE LA NOSTRA VITTORIA!

Il canguro del Circo Orfei in visita ufficiale a Castelvetrano

marzo 13, 2010

In occasione dell’arrivo del Circo Orfei la Città di Castelvetrano ha accolto con tutti gli onori il celeberrimo canguro, che ha apprezzato le bellezze della cittadina del Belice. Il mammifero di origine australe  ha particolarmente gradito il tipico “Vastedduni di Pane Nero in alzata di Nocellara, mandorle e carciofi spinati”, che è stato accompagnato da un bianco dei poderi Messina Denaro.

Parla Maria Antonietta Aula, ex moglie di Antonio D’Alì

novembre 29, 2009

Da Il Fatto Quotidiano del 25/11/09

GIRA E RIGIRA tra le mani quei biglietti Maria Antonietta Aula. Una signora alta e bionda con gli occhi celesti e una cortesia d’altri tempi a delinearne i tratti. Famiglia della borghesia trapanese, è stata dall’età di 24 anni, per oltre vent’anni, la moglie del senatore del Pdl Antonio D’Alì, presidente della Commissione Ambiente, ex sottosegretario all’Interno, proprietario della Banca Sicula, poi ceduta alla Comit. La signora Aula è una donna che fatica ancora a rendersi conto di ciò che è scivolato davanti ai suoi occhi lasciando domande senza risposta. Risposte che non cessa di avere, visto che ci si dimentica solo di ciò che si chiede perché è poco importante, ma che, a tratti, vorrebbe smettere di cercare per liberarsi di un tempo ormai perduto. “Li ho ritrovati mettendo a posto le carte” dice mostrando i biglietti. “Congratulazioni. Francesco Messina Denaro e famiglia”.

CONTINUA SU:

http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/11/25/la_politica_nella_terra_di_cos.html&t=La politica nella terra di Cosa nostra, parla Maria Antonietta Aula, ex moglie di Antonio D’Alì

MCAG: Marshal’s Contemporary Art Gallery #2 with Paulo Del Dios

settembre 11, 2009

Oggi l’Ente Mostra presenta la personale del trapanese-carioca

PAULO DEL DIOS

Pagine di Storia Patria: dalla disfatta di Petrosino all’assedio di Mozia

agosto 22, 2009

battaglia_mozia

Narrano le cronache sulle manovre segrete del sultano D’Alì per annettere l’antica isola sacra di Mothja al suo ricco emirato. Appresa la notizia attraverso le spie turaniche, la baronessa Julia Adamos, da tempo immemore feudataria della ubertosa isoletta, fece raggruppare le truppe dormienti.

Erano passati XXIX anni dal tempo della cocente sconfitta dei vili ribelli petrosilaeni costituitisi in comune autonomo, alleato con gli ostili mazaresi e castelvetranesi, all’alba del 1 Luglio 1980. Quasi sei lustri più tardi le guarnigioni dell’esercito lilybaetano al comando del Generale di Corpo d’Armata G.A. Ruggeri muovevansi nuovamente dal villino dell’erudito διδάσκαλος in direzione degli aggressori.

Sull’altro fronte, dai lidi di Marausa, l’esercito capitanato dal sultano in persona e dal feldmaresciallo Hyaeronimus von Faschium si era acquattato sulle sponde del Birgi con due divisioni di fanti pacecoti e di balestrieri di Casa Sancta, in attesa dell’ora più propizia per sferrare il fendente risolutivo.

Lylibeaum, sempre divisa da interessi di contrade lontane, conobbe presto l’onta del tradimento dei lancieri di Dara, che voltarono le spalle ai tiratori ericini e disperdettero in ingloriosa rotta sulla piana del Nivaloro. Birgi era ormai perduta, il ratto della fertile Mothja appariva sempre più imminente e per noi discendenti di Cicerone ineluttabile.

Dall’Abbazia di San Leonardo, dopo esserne state benedette le insegne da Padre Genna, i Cavalieri della Spagnola si acquartierarono presso la fortezza del Baglio Luna, riparati da un facile attacco da sud e in posizione pronta all’azione non appena i mazzieri di Cutusio, fronte dello scontro, avessero impegnato la prima linea degli invasori di Drepanum.

Fu subito rivalsa: i cavalieri del Boeo travolsero i tiratori nemici con l’impeto infuso dal valore del condottiero-magister che a spron battuto lanciava la carica e respingeva gli aggressori verso le acque melmose dello Stagnone.

TBC…

Oggi essere pagati è un benefit

giugno 30, 2009

e-commerce

Sarebbe curioso conoscere l’identità di questo grande editore di Caserta specializzato in e-commerce che addirittura arriva ad offrire una retribuzione a chi si presta a fare il suo webeditor.

Magari lo vorrebbe gratis, però è così generoso da offrire addirittura una retribuzione…

Air Bee(done)

settembre 11, 2008

OGGI:

3 MESI FA:

AEROPORTI: A TRAPANI NUOVE TRATTE CON COMPAGNIA AIR BEE (ANSA) – TRAPANI, 28 MAG – Il presidente dell’Airgest, Salvatore Ombra, ha annunciato che dall’8 di luglio sara’ operativa sull’aeroporto di Trapani Birgi una nuova compagnia aerea, la Air Bee, che coprira’ le rotte con Roma, Milano, Bari, Brescia. ”L’arrivo di AirBee, giovane compagnia aerea bresciana, e’ un segnale estremamente positivo che dimostra da un lato dell’appeal dello scalo di Birgi, dall’altro la capacita’ operativa del management di Airgest e l’acquisita credibilita’ della societa’ aeroportuale trapanese”, e’ stato il commento del presidente della commissione Ambiente del Senato Antonio D’Ali’.(ANSA). YDL-KTQ

Fonte: ANSA

Eppure che sarebbe finita così lo sapevano già molti addetti ai lavori. Basta sfogliare il forum di aviazionecivile.com, frequentato da piloti, assistenti di volo e personale di terra di molte compagnie italiane. Il 28/5  – il giorno stesso della presentazione alla stampa a Palazzo Riccio di Morana, sede della provincia, oltre un mese prima del volo inaugurale – già molti ipotizzavano che AirBee sarebbe durata pochissimo.

Solo l’Airgest (gestione privata e capitale pubblico) non lo sapeva. E guardacaso oggi (12/9), quando dovrebbe rendere conto ai suoi utenti nonché finanziatori, il suo sito è fuori servizio.

Sui fanghi del porticciolo nascerà la Marshal Intl. Motocross Arena

luglio 5, 2008

Dopo il sequestro della pista di motocross di Volpara si era temuto che i talenti nostrani delle ruote chiodate non avessero più un campo di allenamento degno delle loro capacità. Ma in un colpo solo l’Amministrazione cittadina ha saputo risolvere non uno, ma ben due problemi: riconvertire in pista da motocross la colmata di fanghi provenienti da Trapani che da anni stazionano nell’area del porticciolo turistico di Marshal.

Il major Carini non è nuovo a questi eventi, perchè già lo scorso anno creò un circuito cittadino nella zona del Lungomare Boeo, ma quest’anno vuole aprire anche alle due ruote di livello internazionale. Pochi giorni fa è stato varato infatti il progetto Marshal International Motocross Arena e sono stati avviati i lavori per la costruzione di una mega arena dedicata al motocross capace di ospitare fino a 150.000 spettatori.

I fanghi trapanesi rappresentano infatti un ottimo fondo per praticare lo sport motoristico che negli USA ha un giro d’affari annuale di miliardi di Dollari ed il primo cittadino pensa che se Marshal diventa un polo d’attrazione internazionale del motocross i benefici di immagine per la sua città avranno immediatamente un ritorno turistico senza precedenti.

Un primo approccio con la prima pista siciliana internazionale di motocross ce l’ha avuto ieri il Campione del Mondo classe MX2 Tony Cairoli, che ieri ha effettuato qualche giro di test sul nuovo tracciato: “I fanghi di Ronciglio rappresentano un fondo all’altezza anche per ospitare eventi come il Motocross delle Nazioni. Si tratta di un terreno veloce e al contempo tecnico ed impegnativo, soprattutto per il poco grip che in alcuni punti le merde di cane assicurano. Certo, c’è dal lavorare anche nella parte del rettilineo del traguardo e sui salti, ma una volta eliminate le bottiglie di vetro ed i sacchetti della spazzatura disseminati un po’ dappertutto la Marshal International Motocross Arena può diventare un esempio per tutti gli impianti europei ma anche californiani“.