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Bla bla bla minaccia: “Porto il Palavetro a Marshal!”

marzo 25, 2012

Grandi opere e infrastrutture al centro del programma politico di Giulia bla bla bla. La campagna elettorale 2012 si apre con un annuncio shock: portare il Palavetro a Marshal. “Se non troveremo bla bla bla un manager all’interno dell’aeroporto tanto lungimirante bla bla bla da saper sfruttare il prefabbricato in modo produttivo bla bla bla all’interno della stessa area, bla bla bla, il comune di Marsala bla bla bla ne reclamerà il possesso e lo trasferirà sul proprio territorio, bla bla bla.“, ha minacciato l’ex onorevole regionale golfistapresidente della provincia con colmata petrolifera.

L’interrogativo è: dove può essere posizionata la sgangherata catapecchia di vetro e infissi in alluminio? L’area più
indicata sembrerebbe New Port, dove il fantasioso accozzaglio di rottami – appena 232.352.400 lire è costata la sola pavimentazione (tutto documentato da un documento diffuso da bla bla bla: http://www.giuliaadamo.it/palavetro/)- farebbe ottima pendent con l’Olimpico mai rimosso. Immagine sotto.

Facciamo parcheggi Carini

settembre 18, 2010

parcheggi marsala carini salinella

Leggiamo un comunicato stampa del Comune di Marshal del 17/9/2010 e ci poniamo alcune domande:

NUOVI PARCHEGGI NEL VERSANTE NORD DI MARSALA: UN INVESTIMENTO DI QUASI 3 MILIONI DI EURO

Interventi ecosostenibili per modernizzare i luoghi

“Riqualificare le aree di sosta nella zona costiera nord di Marsala, con la creazione di parcheggi a servizio sia del centro abitato che dei siti di fruizione estiva e turistica. E’ questo l’obiettivo dell’Amministrazione Carini che, con un investimento di 2 milioni e 780 mila euro, intende realizzare un sistema integrato di spazi ed aree pubbliche che miglioreranno la qualità ambientale del territorio comunale”.

PM&FB: I parcheggi migliorano la qualità ambientale?

La progettazione – coordinata dal settore Territorio e Ambiente diretto dall’ing. Gianfranco D’Orazio ed affidata all’architetto esterno Umberto Montalto – riguarda tre distinte aree di intervento ubicate, rispettivamente, all’ingresso del nuovo Lungomare Salinella, in contrada San Teodoro e in prossimità del Lido Marausa.

PM&FB: Ecco, sappiamo con chi prendercela. Architetto, che ne dice di piantare qualche albero?
Oltre alla realizzazione di quasi 250 posti auto, afferma il sindaco Carini, vanno considerate le aspettative economico-culturali derivanti dall’investimento di riqualificazione, non ultime lo sviluppo di iniziative commerciali e l’incremento turistico“.
PM&FB: Secondo il sindaco-parcheggiatore realizzando parcheggi per 250 posti auto si incrementa il turismo, l’economia e la cultura. Eh?

Il progetto, inoltre, evidenzia gli interventi ecosostenibili che saranno adottati per modernizzare i luoghi, nonchè migliorare le condizioni di sicurezza e di igiene. Interessanti, inoltre, le soluzioni proposte circa il riutilizzo dell’acqua piovana per irrigare le pertinenti aree a verde.
PM&FB: L’acqua piovana per irrigare le piante? Quale è la novità?
La valenza strategica dei parcheggi, infine, è sottolineata dall’assessore Vincenzo Ronci per il quale “nelle aree di sosta insistono in maniera integrata altri progetti rilevanti, taluni in fase di ultimazione“. Il riferimento è, in particolare, alla “Pista ciclabile Mozia-San Teodoro“, al “Contratto di Quartiere II – Sappusi” e al “Parco della Salinella“. In quest’ultimo caso, il parcheggio progettato svolge un ruolo funzionale anche a sostegno della fruizione turistica del Parco archeologico e del limitrofo Giardino d’Infanzia“.
PM&FB: Il Parco della Salinella e il Parco Archelogico sarebbero in fase di ultimazione?  Ma dove?

Pagine di storia patria: Petrol City compie 30 anni

luglio 11, 2010

Era il 10 luglio 1980 quando l’Assemblea Regionale Siciliana votò a maggioranza la delibera che istituiva il nuovo comune di Petrol City su proposta del comitato pro-autonomia di Petrosino di cui era presidente il professore Vincenzo Licari, che raccolse circa 3000 firme, corredò l’istanza di autonomia della documentazione richiesta dalla legge e la presentò all’ Assessorato regionale e agli enti sociali che con lungimiranza l’approvarono.

LE ORIGINI DI PETROL CITY

Si dice che il nome della cittadina petrolsilena derivi dal latino “Petri-Sinus” che significa “porto di Pietro”, perché si narra che San Pietro Apostolo durante uno dei suoi viaggi tra Roma e Gerusalemme, per mettersi al riparo da una brutta tempesta sarebbe approdato sulla baia di Biscione. Così il nome di Petrosino deriverebbe dalle parole latine “Sinus” (golfo) e “Petri” (Pietro), cioè “Golfo di Pietro“. Un’altra ipotesi vuole invece che il nome Petrol City derivi dal greco “PETROSILION”, poi mutato in “PETROL CITY” grazie al commerciante inglese John Woodhouse che costruì un baglio il cui portale divenne poi lo stemma e simbolo del paese, da cui il detto “facci di purtuni ri bagghio!“. Nel dialetto locale divenne invece “PIDDUSINU”, perché in tempi remoti in questa zona disabitata cresceva in abbondanza questa specie di erba aromatica e gli indigeni non conoscevano una parola di inglese. Delle due ipotesi la seconda si può considerare assolutamente certa, non c’è neanche bisogno di discuterne.

LE PULSIONI AUTONOMISTE

Nel 1941 venne inaugurato dalle autorità dell’epoca il primo autobus di linea Petrol City – Marshal. Negli anni ’50, grazie all’interessamento dell’Onorevole Francesco de Vita, Petrosino cominciò ad assumere l’aspetto di un vero paese, però del Messico, grazie anche alla costruzione di opere pubbliche come strade asfaltate, il primo impianto di illuminazione, acquedotto, scuola e cimitero. Già nel 1947 Giuseppe Putaggio, facendosi portavoce dei petrolsileni, aveva avanzato la prima richiesta di autonomia dal comune di Marshal che però venne respinta con fermezza. I locali ci ritentarono 10 anni dopo con Carmelo Benigno, che venne posto a capo del comitato pro – autonomia, ma anche questo tentativo fallì. A riprovarci, nel 1954, fu Baldassare Pipitone, ma anche questa volta non andò a buon fine. 3-0 e palla al centro. Dovettero passare circa 23 anni per arrivare alla svolta storica, il 21 Maggio 1977, quando venne istituito il “Comitato di Liberazione di Petrol City“.

La nascita del comune autonomo di Petrol City si deve dunque al fermento culturale degli anni ’70, quando, recita una scheda trovata negli archivi dell’Istituto Comprensivo “Nosengo”, “tra gli abitanti delle contrade Baggianotto, Gazzarella, Torreggiano, Baglio, Biscione, San Giuseppe e San Giuliano, si fece strada la convinzione che soltanto l’elevazione di quelle contrade a comune autonomo avrebbe potuto risolverne i problemi di vita civile”.

SI, VABBE’

Evidentemente i dissidenti avevano torto fermo, perché a Petrol City non c’è mai stato un cazzo. Il livello delle attività culturali di questo territorio di 45 kmq, che si estende fra i comuni di Mazar el Sharif e Marshal, è tale infatti che oggi vi si tengono spettacoli del tenore “La corrida, dilettanti allo sbaraglio – III edizione – Ospite il mago illusionista Gaspar“. Nonostante lo status di municipalità, la popolazione di Petrol City è infatti antropologicamente identica a quella degli Strasattari, che si distinguono solo per l’abitudine di erigere case e villette lungo una strada provinciale.

GLI ANNI DEL “PETROL ROCK”

La storia di Petrol City ha avuto però un momento di splendore a cavallo degli anni ’90, grazie al più grande evento rock mai creato in quella zona rurale: Rockarossa, dal nome di una nota roccia del fondale della costa. Fu per sei anni di fila la manifestazione rock più importante della provincia, si svolgeva a cadenza annuale nel mese di Agosto in piazza Biscione (dove sorgeva il famoso night “Crazy Night” in cui si formarono i rockers – 2 – della zona) e ospitò gruppi rock provenienti da tutta Italia, dando vita ad un filone di talenti locali che spaziarono dal progressive, all’heavy e al grunge come i Brain Dead, i Collettivo Urbano e gli Use and Abuse, primo embrione di quelli che sarebbero poi diventati i Marta sui Tubi, il cui chitarrista è infatti originario di Petrol City, quindi attualmente è l’artista più importante che Petrol City abbia mai espresso. Una curiosa coincidenza vuole che nella formazione degli Use and Abuse il chitarrista fosse però un altro petrolsileno: Frank Marino, che ad oggi è dunque il secondo artista più importante espresso da Petrol City. La fine di Rockarossa coincise con l’abbandono del progetto da parte dell’organizzatore Ottavio Navarra, poi avviatosi alla carriera politica con il quintetto swing “Ottavio Navarra e la Sinistra Giovanile“.

LA PARENTESI DEL CENTRO SOCIALE

In quel periodo l’enorme albergo incompiuto sulla Via B (chiamare le strade con le lettere dell’alfabeto è un vezzo locale che fa parte di un progetto di alfabetizzazione in corso dagli anni ’80) venne occupato dai giovani del posto e trasformato in “Centro Sociale”. Vi si tennero tre concerti rock in tre weekend, ma il posto venne abbandonato appena dopo il terzo evento in seguito a una rissa generale che coinvolse decine di persone, mentre gli spettatori per non essere da meno si davano alla completa devastazione del centro.

L’albergo venne poi raso al suolo nel giro di pochi anni per far spazio a una schiera di villette vicine al celebre monumento dedicato  “ai pescatori di Petrol City”, dove il baffuto marittimo raffigurato più che un pesce sembra che in mano regga un’enorme minchia.

Califogna Ice Screams

agosto 10, 2008

Un tempo si prediligevano zabaione, panna e nocciola, successivamente il passaggio dalle case del centro al condominio ha garantito una più ampia varietà di gusti.

Sono nati dunque il pistacchio, il cioccolato, il caffè, la zuppa inglese, la fragola, il puffo, l’amarena e poco più tardi una serie di abbinamenti di variegati bigusto: il retrò pistacchio/nocciola, il canonico fragola/panna, il comune cioccolato/nocciola anche nella variante fetta moka con granella, l’estivo fiordilatte/menta.

Il vostro che gusto è?

Nova Cassonette Nova: le hits dell’estate

luglio 28, 2008

La stagione estiva, oltre a fare soffrire “under the skate of the sun” tutti i Califognani, a Marshal in particolare riserva anche un pessimo livello musicale. Oltre a Maurizio Scugnizzo, abitualmente in onda su Channel 2, la scena musicale offre di decente soltanto qualche happening situazionista di Vincenzone e al limite un ritrovato Erminio, con la sempreverde “Satana” ed il classico repertorio del Califfo.

Eppure anche a Marshal, fra le macerie di un villino mai sanato e un allevamento di galline, è possibile giovarsi di musica colta, tecnicamente eccelsa e creativamente brutale. Basta dirigersi sullo spazio web dei Nova Cassonette Nova e rimanere stupiti di come Paul Nova, Greg Cassonette e Joe Nova passino con maestria dalla paranoia petrosileno/bolognese di “Da Gela a San Babila” al rockabilly agricolo di “Rocco e Billy“, al blues provinciale di “Storia di un bluesman“, alla rilettura zappiana della città in “Shitown“.

In tutto 6 pezzi assolutamente godibilissimi sotto l’ombrellone, ma anche percorrendo una rotonda a velocità sostenuta, con un occhio ai testi di rara profondità.

2 a te e 46,5 a me

marzo 17, 2008

commissionelettorale.jpg

L’attuale normativa elettorale – meglio nota come “porcata” – prevede che le Commissioni Elettorali di ciascun Comune possano procedere come meglio credono alla nomina degli scrutatori, compreso il sorteggio, qualora non vi fosse unanimità all’interno della Commissione stessa. Il sorteggio è un metodo equo, che è stato già scelto dalla maggioranza dei comuni italiani per evitare favoritismi e clientele.

Invece la Commissione Elettorale di Marshal – formata dal sindaco Renzo Carini e dai consiglieri comunali Enzo Sturiano, Paola Cudia e Michele La Vela – ha scelto un metodo che si colloca a metà strada fra il furbo e l’idiota per designare i 240 scrutatori necessari. Il quartetto di fini giuristi ha deciso che ognuno dei 30 consiglieri comunali potrà scegliere a propria discrezione due scrutatori, mentre il resto sarà indicato dalla Commissione. Così è stato scartato il sorteggio, metodo trasparente ma poco utile ai fini della campagna elettorale.
Basta però fare due conti per capire che così solo 54 scrutatori verranno designati dai componenti del Consiglio Comunale che non fanno parte della commissione, mentre i restanti 186 Carini, Cudia, Sturiano e La Vela potranno sceglierseli fra amici, parenti ed elettori che in cambio riceveranno un compenso di circa 150 Euro. La media è dunque così ripartita: 2 a te e 46,5 a me.

Forse i membri della Commissione Elettorale pensavano che la spartizione della torta delle nomine con gli altri consiglieri avrebbe fatto passare la cosa sotto silenzio, ed infatti così è stato. Tranne che per Patrik Basile, che invece si è indignato ed ha spifferato il triste magheggio a Marsala.it. Bravo!